Escalation Across The Region
BBC News ha riferito che gli attacchi iraniani sono continuati fino a lunedì, con esplosioni segnalate in Bahrain e Dubai e fumo visto vicino all’ambasciata USA in Kuwait. BBC ha anche riportato che un attacco missilistico iraniano ha ucciso nove persone a Beit Shemesh, in Israele. I prezzi del petrolio sono balzati dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana ha detto che nessuna nave può attraversare lo Stretto di Hormuz. Il WTI (petrolio statunitense usato come prezzo di riferimento) è salito sopra 75 dollari, il livello più alto da giugno, poi è sceso a poco sopra 72,00 dollari, restando comunque in rialzo di oltre il 7% nella giornata. L’oro è salito di oltre il 2% fino a un nuovo massimo mensile sopra 5.400 dollari. L’Indice del Dollaro USA (misura il valore del dollaro rispetto a un gruppo di valute principali) è salito di circa lo 0,75% a circa 98,35, mentre i future sugli indici azionari USA (contratti che indicano come potrebbe aprire la Borsa) sono scesi tra l’1,3% e l’1,8%. USD/CAD è rimasto vicino a 1,3650, perché il petrolio più caro ha sostenuto il dollaro canadese. EUR/USD è sceso dello 0,8% a circa 1,1720, GBP/USD è sceso di quasi l’1% a circa 1,3360, e USD/JPY è salito di oltre lo 0,5% verso 157,00.Volatility And Hedging Strategies
Stiamo vedendo un forte aumento della paura sui mercati, quindi la volatilità (quanto i prezzi oscillano velocemente e di quanto) è il tema principale. Ci aspettiamo che il CBOE Volatility Index (VIX) (indice della “paura” basato sulle opzioni dell’S&P 500) salga ben sopra 35, simile ai livelli visti all’inizio del conflitto in Ucraina nel 2022. Chi opera con derivati (strumenti il cui valore dipende da un altro prezzo, come azioni o indici) dovrebbe valutare strategie per guadagnare se la volatilità sale, usando future sul VIX (contratti per comprare/vendere l’indice in una data futura) o opzioni su ETF legati alla volatilità (fondi negoziati in Borsa che replicano la volatilità). La chiusura dello Stretto di Hormuz è uno shock grave dell’offerta, perché circa il 21% del consumo giornaliero mondiale di petrolio passa da lì. Nel 2019 abbiamo visto un problema più piccolo quando furono attaccate strutture saudite, con un aumento dei prezzi di quasi il 20% in un solo giorno. Vista la dimensione di questo conflitto, comprare opzioni call (diritto di acquistare a un prezzo prefissato) sui future WTI e Brent (contratti sul petrolio; Brent è il riferimento europeo) sembra una strategia principale. Con i future azionari USA già in forte calo, dovremmo considerare opzioni put di protezione (diritto di vendere a un prezzo prefissato, usate come “assicurazione”) su indici importanti come S&P 500 e Nasdaq (indici azionari USA). L’ISM Manufacturing PMI di febbraio (indice sulle condizioni dell’industria negli USA) oggi conterà poco, perché il mercato sta già valutando un forte rallentamento economico dovuto al caro energia. Questo è uno shock più grande rispetto ai timori sulle banche regionali che abbiamo gestito nel 2025. L’oro si comporta come principale bene rifugio (asset considerato più sicuro nei momenti di crisi), e il movimento sopra 5.400 dollari conferma questa tendenza. Con il rischio geopolitico ai massimi da decenni e la minaccia di inflazione da petrolio (aumento dei prezzi causato dall’energia) in crescita, è probabile che la domanda del metallo continui. Comprare opzioni call sui future dell’oro o su ETF garantiti da oro (fondi che detengono oro fisico o lo replicano) è un modo diretto per posizionarsi su un’ulteriore escalation. La corsa verso il dollaro USA è forte e ci aspettiamo che continui a penalizzare l’euro. La forte dipendenza europea dalle importazioni di energia, con l’UE che importa oltre il 95% del petrolio greggio, la rende molto esposta a questo shock. Chi fa trading potrebbe trovare valore nel comprare opzioni put sulla coppia EUR/USD (cambio euro/dollaro). Nonostante il classico clima “risk-off” (quando gli investitori evitano gli asset rischiosi), lo yen giapponese si sta indebolendo contro il dollaro USA perché il capitale cerca la massima sicurezza nei mercati statunitensi. Questo suggerisce di valutare opzioni call su USD/JPY, puntando sul fatto che la forza del dollaro possa superare il ruolo tradizionale di bene rifugio dello yen. Il movimento verso 157,00 indica una forte spinta che potrebbe continuare. Il dollaro canadese è sostenuto dal balzo del petrolio, creando una spinta opposta rispetto al dollaro USA forte. Questo rende USD/CAD meno prevedibile, quindi chi fa trading potrebbe valutare strategie da “intervallo” come vendere strangle (vendere una call e una put fuori prezzo per puntare su un mercato che resta in un range). In alternativa, può essere meglio evitare questa coppia finché non emerge una direzione chiara. Crea il tuo account live VT Markets e inizia a fare trading ora.
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