Dazi, crescita e inflazione
Ha detto che un **tasso tariffario effettivo** più basso (il livello medio reale dei dazi applicati) potrebbe sostenere la crescita del **PIL** (prodotto interno lordo: il valore totale di beni e servizi prodotti) e influire sull’inflazione. La crescita USA è stata descritta come vicina al suo ritmo “normale”, aiutata dai profitti e dagli investimenti legati all’**IA** (intelligenza artificiale) in spese per beni e impianti. HSBC ha detto che l’inflazione potrebbe restare **ostinata** (difficile da far scendere) fino al 2026, ma ridursi in modo graduale e irregolare verso l’obiettivo. Ha anche detto che una maggiore incertezza sulle decisioni politiche sostiene l’idea che la Fed **resterà ferma** (non cambierà i tassi) nei prossimi mesi. Ha aggiunto che l’attività di mercato si sta spostando “sotto la superficie”, da **crescita** e **momentum** (titoli che stanno salendo e attirano acquisti perché stanno già salendo) verso **value** (azioni considerate economiche rispetto a utili o patrimonio) e **mercati emergenti** (Paesi in via di sviluppo con mercati finanziari in crescita). Ha detto che i rischi di mercato nel 2026 potrebbero aumentare se l’inflazione resta alta e limita la Fed, o se i profitti si indeboliscono. Vediamo una differenza tra i titoli sull’incertezza politica e la calma reale del mercato. Anche se l’indice di incertezza è salito bruscamente, il VIX resta vicino a 20, un livello vicino alla sua media storica e molto sotto i picchi oltre 30 visti nel 2022. Questo suggerisce che, per ora, il mercato crede che la Federal Reserve resterà ferma nei prossimi mesi.Posizionarsi in un periodo di bassa volatilità
Dato che la Fed probabilmente resterà in attesa con il tasso obiettivo al 4,75–5,00%, dovremmo considerare strategie che guadagnano con bassa volatilità. Questo contesto favorisce la **vendita di opzioni** (contratti che danno il diritto di comprare o vendere un titolo a un prezzo prefissato) per incassare un **premio** (il prezzo pagato per l’opzione), come vendere **put garantite da liquidità** (si vende una put tenendo i soldi necessari per comprare le azioni se l’opzione viene esercitata) o usare **spread a credito** (strategie con più opzioni in cui l’incasso iniziale è positivo). Il mercato che si muove in un intervallo aiuta queste operazioni che puntano a incassare reddito. Tuttavia, questa calma potrebbe essere un’occasione per comprare protezione a basso costo. Con gli spread di credito sulle obbligazioni aziendali ai minimi di decenni, il mercato sta prezzando pochi rischi. Possiamo vedere il VIX basso come una possibilità per comprare opzioni sulla volatilità con scadenze più lontane oppure **put lontane dal prezzo attuale** sull’S&P 500 (opzioni che si attivano solo se il mercato scende molto), come copertura a costo contenuto. Sotto la superficie è in corso una rotazione importante per cui dobbiamo posizionarci. Guardando ai risultati recenti, gli **ETF** (fondi quotati in borsa che replicano un indice o un settore) orientati al value hanno iniziato a fare meglio dei settori growth, mentre indici dei mercati emergenti come l’**MSCI EM** (indice che misura l’andamento delle azioni dei mercati emergenti) sono saliti di oltre il 5% da inizio anno, meglio dell’S&P 500. Possiamo usare le opzioni per ottenere esposizione, comprando **call** (opzioni per comprare) su ETF value e mercati emergenti come XLF ed EEM. I dati sull’inflazione restano centrali e, anche se è ostinata, sta rallentando lentamente. L’ultima lettura del **CPI** (indice dei prezzi al consumo: misura l’aumento dei prezzi pagati dalle famiglie) a febbraio 2026 mostrava inflazione al 3,2%, ancora sopra l’obiettivo della Fed ma coerente con il calo irregolare visto nel 2025. Questo rafforza l’idea che la Fed aspetterà, rendendo meno interessanti le opzioni sui tassi a breve termine, ma conviene osservare gli ETF obbligazionari a lunga durata per segnali di cambiamenti nelle aspettative di lungo periodo. Le vere prove per le nostre posizioni arriveranno da due possibili scosse. Se il prossimo report sull’inflazione mostrasse un aumento improvviso, potrebbe costringere la Fed a intervenire e rompere la calma del mercato. Allo stesso modo, seguiremo con attenzione i prossimi risultati del primo trimestre per segnali che profitti aziendali forti stanno iniziando a indebolirsi.
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