L’USDX mantiene i guadagni mentre le tensioni in Medio Oriente aumentano la domanda di beni rifugio

    by VT Markets
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    Mar 4, 2026

    Punti chiave

    • L’indice del dollaro USA (USDX, un indicatore che misura il dollaro contro un gruppo di valute principali) si è stabilizzato vicino a 98,5 dopo un rialzo di quasi l’1% nella seduta precedente.
    • L’aumento delle azioni militari USA-Israele contro l’Iran ha spinto la domanda di “bene rifugio” (un investimento considerato più sicuro quando cresce la paura sui mercati).
    • I prezzi dell’energia in aumento stanno rafforzando i timori di inflazione (aumento generale dei prezzi) e stanno riducendo le aspettative di tagli dei tassi della Fed (la banca centrale degli USA).
    • Ora i mercati si aspettano il prossimo taglio dei tassi della Fed a settembre, non più a luglio.

    Dollaro sostenuto dal maggiore rischio globale

    L’indice del dollaro USA è rimasto intorno a 98,5 dopo essere salito di quasi l’1% nella seduta precedente, mentre gli investitori cercavano sicurezza con l’aumento delle tensioni in Medio Oriente.

    Le notizie secondo cui Washington potrebbe aumentare molto l’azione militare contro l’Iran, colpendo la produzione di missili, i programmi di droni (velivoli senza pilota) e le risorse navali, hanno aumentato l’avversione al rischio (la tendenza a evitare investimenti rischiosi) sui mercati.

    Nei periodi di stress geopolitico, il dollaro di solito beneficia del suo ruolo di valuta di riserva (valuta usata a livello globale per pagamenti e riserve) e della grande liquidità dei Treasury USA (titoli di Stato americani, facili da comprare e vendere). Questo è stato evidente mentre i capitali si spostavano verso scelte più difensive.

    Shock energetico: più difficile prevedere i tagli dei tassi

    La forza del dollaro non dipende solo dalla ricerca di sicurezza.

    L’aumento del prezzo del petrolio, legato all’escalation del conflitto, ha riacceso i timori di inflazione. Costi energetici più alti aumentano spese di trasporto e produzione e possono arrivare ai prezzi pagati dai consumatori, rallentando il ritorno verso l’obiettivo di inflazione della Federal Reserve (il livello di inflazione ritenuto desiderabile dalla banca centrale).

    Di conseguenza, i mercati hanno spostato a settembre le aspettative per il prossimo taglio dei tassi della Fed, rispetto alle previsioni precedenti di luglio. Tuttavia, per l’anno restano incorporati nei prezzi circa due tagli da 25 punti base (punti base: 25 punti base = 0,25%).

    Questo cambiamento di aspettative riflette l’incertezza su quanto l’inflazione legata all’energia possa durare e influenzare i tempi delle decisioni della Fed.

    Pressione sulle economie che importano energia

    Prezzi del petrolio elevati pesano di più sulle grandi economie che importano energia, soprattutto in Europa e in Giappone.

    Costi energetici più alti possono aumentare il deficit commerciale (quando un Paese importa più di quanto esporta), ridurre i margini delle aziende (il guadagno dopo i costi) e abbassare le aspettative di crescita. Questo ha contribuito alla debolezza relativa di euro e yen rispetto al dollaro USA.

    Questa differenza mostra come uno shock delle materie prime (variazioni forti di prezzi di beni come petrolio) possa cambiare l’andamento delle valute tramite inflazione e commercio estero.

    Scenario tecnico per USDX

    L’US Dollar Index (USDX) tratta vicino a 98,52, leggermente più alto nella seduta, mentre il dollaro si stabilizza dopo il rimbalzo dal minimo di gennaio a 95,34. Il quadro generale indica una fase di recupero dopo il forte calo di metà inverno.

    Nel grafico giornaliero, il prezzo resta sopra le medie mobili di breve periodo (medie dei prezzi che aiutano a vedere la direzione del trend). La 5 giorni (97,97) e la 10 giorni (97,84) stanno salendo, mentre la 20 giorni (97,45) e la 30 giorni (97,30) sono poco sotto i livelli attuali e iniziano a stabilizzarsi.

    Questo indica un miglioramento della spinta di breve termine (momento: la forza del movimento dei prezzi), con il dollaro che prova a costruire una base più alta.

    La prima resistenza (un’area dove il prezzo fatica a salire) è vicino a 98,80–99,30, dove in passato il prezzo si è fermato ed è sceso. Un superamento stabile di 99,30 rafforzerebbe l’idea di recupero e aprirebbe la strada verso l’area psicologica 100,00–100,30 (un livello “tondo” spesso osservato dal mercato).

    Al ribasso, il primo supporto (un’area dove il prezzo tende a fermare la discesa) è intorno a 97,80, seguito da un supporto più forte vicino a 97,30–97,50. Un ritorno sotto 97,30 indebolirebbe il rimbalzo e potrebbe riportare la direzione verso il basso.

    Domande frequenti

    1. Perché il dollaro USA sta salendo?
      Il dollaro si rafforza per la domanda di bene rifugio con l’aumento delle tensioni in Medio Oriente e perché i prezzi dell’energia più alti potrebbero rimandare i tagli dei tassi della Federal Reserve.
    2. In che modo il petrolio in aumento sostiene il dollaro?
      Un petrolio più caro può aumentare la pressione sui prezzi negli USA, riducendo l’urgenza della Fed di tagliare i tassi. Meno tagli attesi di solito sostengono il dollaro tramite la differenza di rendimento (quando i tassi USA restano più alti, alcuni investitori preferiscono attività in dollari).
    3. Perché euro e yen sono sotto pressione?
      Europa e Giappone importano molta energia. Se il petrolio sale, il costo delle importazioni cresce e le prospettive di crescita peggiorano, mettendo pressione sulle loro valute rispetto al dollaro.
    4. Sono cambiate le aspettative sui tagli dei tassi della Fed?
      Sì. I mercati hanno spostato a settembre l’attesa per il prossimo taglio, da luglio, anche se per l’anno restano in gran parte attesi due tagli.
    5. Cosa potrebbe indebolire il dollaro da qui in poi?
      Una rapida riduzione delle tensioni geopolitiche, un calo dei prezzi dell’energia o dati economici USA molto più deboli potrebbero ridurre i flussi verso il dollaro come bene rifugio e far tornare aspettative di tagli dei tassi più vicine a quelle precedenti.

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