Nikkei in calo, il settore tech risente del tonfo di NVIDIA

    by VT Markets
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    May 19, 2026

    Punti chiave

    • Il Nikkei225 ha scambiato a 60.604,15, in calo di 854,00 punti (-1,39%), dopo un massimo intraday a 61.632,65.
    • Il Nikkei è sceso dello 0,64% a 60.429,76 alla pausa di metà seduta, dopo un rialzo superiore all’1% nelle fasi iniziali.
    • Il più ampio Topix è salito dello 0,37% a 3.840,7, sostenuto dai titoli “value” (azioni considerate a buon prezzo rispetto ai fondamentali) e da dati di crescita giapponesi migliori.
    • La trimestrale di NVIDIA di mercoledì è ora il principale catalizzatore per i titoli giapponesi legati ai chip e all’IA (Intelligenza artificiale).

    Martedì il Nikkei ha azzerato i guadagni iniziali: le vendite sui colossi tecnologici hanno seguito la debolezza notturna dei titoli tech USA. Alla pausa di metà seduta l’indice ha ceduto lo 0,64% a 60.429,76, dopo essere salito di oltre 1% in avvio.

    L’indice è avviato verso la quarta seduta consecutiva di ribassi. Sulla piattaforma, il Nikkei225 scambiava a 60.604,15, in calo di 854,00 punti (-1,39%), alle 05/19 06:21:00 GMT+3. Massimo di seduta a 61.632,65, minimo a 60.434,15, apertura a 61.514,65 e chiusura precedente a 61.458,15.

    Il Topix ha invece guadagnato lo 0,37% a 3.840,7. La divergenza indica una rotazione (spostamento) tra settori, non un’uscita dal mercato giapponese. Gli investitori hanno ridotto l’esposizione ai titoli “growth” (società valutate per la crescita futura) e legati all’IA, ma hanno acquistato titoli value, banche e aziende legate alla domanda interna.

    La trimestrale di NVIDIA guida il calo del tech

    La debolezza dei tecnologici USA ha dato il tono. Lunedì Nasdaq e S&P 500 hanno chiuso in calo per prese di profitto (vendite per incassare i guadagni) sui titoli tech. NVIDIA, la società più capitalizzata al mondo, pubblica i conti mercoledì; lunedì ha pesato di più sull’S&P 500 (ha sottratto più punti all’indice), scendendo dell’1,3%.

    La pressione si è trasferita rapidamente sulla filiera giapponese dei semiconduttori. Advantest è scesa del 4,76%, risultando il principale freno per il Nikkei. SoftBank Group ha ceduto il 3,56%, Tokyo Electron il 2,96% e Kioxia il 4,24%.

    Sotto pressione anche i produttori di cavi in fibra ottica. Fujikura ha perso il 5,75%, Furukawa Electric il 7,6%.

    La trimestrale di NVIDIA è ora il principale “evento di rischio” (appuntamento che può muovere i mercati). Risultati solidi potrebbero stabilizzare i titoli giapponesi legati a chip e IA. Indicazioni deboli (guidance: previsioni dell’azienda su ricavi e utili), o commenti prudenti su domanda di IA, margini (profitto sulle vendite) o esposizione alla Cina, potrebbero prolungare il calo dei leader tecnologici del Nikkei.

    I dati sulla crescita sostengono i titoli value

    I dati domestici hanno sostenuto il mercato. Nel primo trimestre l’economia è cresciuta più del previsto: il PIL reale (Prodotto interno lordo, cioè il valore dell’economia depurato dall’inflazione) è aumentato del 2,1% su base annualizzata, sopra la stima di 1,7%. Su base trimestrale, il PIL è salito dello 0,5%; consumi privati e investimenti (spesa in beni strumentali) sono cresciuti entrambi dello 0,3%. La domanda estera netta (export meno import) ha aggiunto 0,3 punti percentuali alla crescita.

    Questi dati hanno favorito i titoli più sensibili al ciclo economico. L’indice Topix dei titoli value è salito dello 0,62%, mentre l’indice dei titoli growth ha guadagnato solo lo 0,1%. In rialzo anche le banche: Mitsubishi UFJ Financial Group e Mizuho Financial Group sono avanzate di oltre 3% ciascuna.

    La rotazione indica che gli investitori non stanno lasciando il Giappone: stanno cambiando esposizione. Domanda interna, banche e value ricevono supporto mentre i tecnologici affrontano un test di valutazione (prezzi di borsa rispetto agli utili attesi) in vista di NVIDIA.

    Ampiezza di mercato migliore dell’indice

    L’ampiezza di mercato (quanti titoli salgono rispetto a quanti scendono) è stata migliore di quanto suggerisca il calo del Nikkei. Su oltre 1.600 titoli del Prime Market di Tokyo, il 70% è salito, il 28% è sceso e l’1% è rimasto invariato.

    Questo indica una correzione concentrata sui big della tecnologia. Il Nikkei è molto influenzato da pochi titoli di chip e crescita; quindi le flessioni di Advantest, SoftBank, Tokyo Electron, Kioxia, Fujikura e Furukawa Electric possono pesare più dei rialzi nel resto del listino.

    Il messaggio è misto: l’indice appare debole, ma la partecipazione del mercato indica ancora interesse per le azioni giapponesi. Se le vendite sul tech rallentano, la tenuta degli altri settori potrebbe stabilizzare il Nikkei.

    Rischio energia ancora elevato

    I dati sul PIL confermano un avvio di trimestre con più slancio, ma la fase successiva potrebbe essere più complessa. La guerra con l’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno fatto salire i costi energetici e potrebbero frenare la crescita dal secondo trimestre. Prezzi dell’energia più alti riducono la spesa delle famiglie, comprimono i margini delle aziende e alimentano le aspettative di inflazione (attese su quanto aumenteranno i prezzi).

    Ne deriva un quadro difficile per la politica economica. Un PIL più forte mantiene la pressione sulla Bank of Japan perché valuti una stretta (tassi più alti o meno stimoli). Il petrolio più caro aumenta l’inflazione importata (aumento dei prezzi che arriva dall’estero) e riduce il potere d’acquisto. I titoli tech subiscono così un doppio test: il sentimento globale sull’IA e la pressione macro domestica.

    Per il Nikkei, nel breve servirebbero petrolio più stabile, yen fermo e conti NVIDIA tali da non interrompere il ciclo dell’IA (fase di investimenti e domanda legata all’intelligenza artificiale).

    Analisi tecnica

    Il Nikkei 225 ha corretto fino a circa 60.604, interrompendo parte del forte rialzo di aprile-maggio dopo non essere riuscito a mantenere forza sopra il massimo recente vicino a 63.817. Nonostante la candela rossa (seduta di forte calo), la struttura resta costruttiva finché l’indice rimane sopra la media mobile a 20 giorni (media dei prezzi degli ultimi 20 giorni, usata per capire la direzione di fondo).

    Dal punto di vista tecnico, per ora il movimento assomiglia a una correzione dentro un trend rialzista, non a un’inversione completa.

    Medie mobili principali:

    • MA5: 62.071 (media mobile a 5 giorni)
    • MA10: 62.364 (media mobile a 10 giorni)
    • MA20: 60.959 (media mobile a 20 giorni)

    Il quadro di breve si è indebolito: i prezzi sono sotto le medie a 5 e 10 giorni e sono quasi sulla media a 20 giorni. Rende quest’area decisiva.

    Il rialzo da fine marzo è stato molto rapido: l’indice è salito da circa 51.000 a quasi 64.000 in poco più di un mese. Movimenti così ampi spesso portano a prese di profitto quando la spinta rallenta, soprattutto vicino a resistenze psicologiche (livelli “tondi” osservati dal mercato).

    Livelli chiave da monitorare:

    • Supporto immediato: 60.000 → 60.900 (area in cui spesso tornano gli acquisti)
    • Supporto principale: 58.000 → 57.700
    • Resistenza: 61.800 → 62.400 (area in cui spesso aumentano le vendite)
    • Resistenza principale: 63.800 → 65.000

    La forma delle candele vicino ai massimi suggerisce perdita di slancio: più sedute con “corpi” piccoli e ombre superiori (prezzi respinti dall’alto) prima dell’accelerazione ribassista. Spesso indica riduzione del rischio da parte di investitori istituzionali dopo un lungo rialzo.

    Un fattore chiave del rally era lo yen debole, che migliora la competitività delle esportazioni. Tuttavia la volatilità su USDJPY (oscillazioni del cambio dollaro/yen) e le ipotesi di interventi o cambi di politica in Giappone stanno aumentando l’incertezza per le azioni.

    Allo stesso tempo, l’appetito per il rischio globale (propensione degli investitori a comprare asset più rischiosi) si è raffreddato: il mercato rivaluta i tempi dei possibili tagli dei tassi della Federal Reserve e osserva i rendimenti dei Treasury (titoli di Stato USA). Le azioni giapponesi restano sensibili ai flussi di capitale esteri e al settore semiconduttori, soprattutto tramite i grandi componenti dell’indice legati a IA e chip.

    I volumi sono aumentati durante la discesa: un segnale importante. Più scambi in vendita indicano pressione reale, non un semplice calo “per inerzia”. Per mantenere l’impostazione rialzista, i compratori devono difendere la media a 20 giorni in tempi brevi.

    Se il Nikkei stabilizza sopra 60.000–60.900, il trend può restare positivo, con spazio per un nuovo tentativo verso 63.800. Una rottura netta sotto la media a 20 giorni, invece, potrebbe aprire a una discesa verso 58.000 e l’area di rottura di metà aprile.

    Per ora la struttura di medio periodo resta moderatamente positiva, ma lo slancio di breve si è raffreddato dopo una fase di rialzo troppo rapida.

    Previsione prudente

    Il Nikkei225 potrebbe restare sotto pressione finché rimane sotto 60.959,19 e 62.071,34. Un superamento di 62.363,62 indicherebbe un ritorno degli acquisti e riporterebbe in focus 63.817,47.

    Domande dei trader

    Perché oggi il Nikkei 225 è sceso?

    Il Nikkei 225 è sceso perché i big tecnologici hanno seguito la debolezza dei titoli tech USA nella notte. Alla pausa di metà seduta l’indice ha perso lo 0,64% a 60.429,76, dopo essere salito di oltre 1% in avvio.

    Sul grafico, il Nikkei225 scambiava a 60.604,15, in calo di 854,00 punti (-1,39%).

    Qual è il prezzo attuale del Nikkei225?

    Il Nikkei225 scambiava a 60.604,15, con massimo di seduta a 61.632,65 e minimo a 60.434,15.

    L’indice ha aperto a 61.514,65 e la chiusura precedente era a 61.458,15.

    Perché i titoli tech giapponesi sono sotto pressione?

    I titoli tech giapponesi sono sotto pressione perché gli investitori stanno prendendo profitto sui nomi legati a IA e semiconduttori prima della trimestrale di NVIDIA.

    Advantest è scesa del 4,76%, SoftBank Group del 3,56%, Tokyo Electron del 2,96% e Kioxia del 4,24%.

    Perché la trimestrale di NVIDIA conta per il Nikkei?

    Conta perché i titoli giapponesi legati ai chip e all’IA spesso seguono il “sentiment” (umore del mercato) sui semiconduttori USA.

    Lunedì NVIDIA è scesa dell’1,3% ed è stata il principale freno dell’S&P 500. I conti di mercoledì possono influenzare il ritorno di interesse sui titoli legati all’IA o l’estensione delle vendite.

    Perché il Topix è salito mentre il Nikkei è sceso?

    Il Topix è salito perché gli investitori hanno comprato titoli value e legati alla domanda interna, mentre i big tecnologici hanno trascinato il Nikkei.

    Il Topix è salito dello 0,37% a 3.840,7, mentre il Nikkei è sceso dello 0,64% alla pausa di metà seduta.

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