
Punti chiave
- AUD/USD (dollaro australiano contro dollaro USA) ha scambiato a 0,71369, in calo di 0,00307 (-0,43%), dopo un massimo di seduta a 0,7163.
- Sarah Hunter (vice governatrice della RBA) ha avvertito che il rincaro dei carburanti può alzare le aspettative d’inflazione e spingere la banca centrale a una politica più restrittiva (tassi più alti).
- L’indice di fiducia dei consumatori Westpac–Melbourne Institute è salito del 3,5% su base mensile a maggio a 83, recuperando dal minimo di 2 anni e mezzo di aprile (80,1).
Il dollaro australiano è sceso verso 0,71 martedì: molti operatori hanno ridotto l’esposizione (cioè hanno chiuso o ridimensionato posizioni) dopo che la Reserve Bank of Australia (RBA, la banca centrale australiana) ha rafforzato l’allarme sull’inflazione. AUD/USD ha scambiato a 0,71369, in calo di 0,00307 (-0,43%), alle 05/19 07:08:18 GMT+3. Massimo di seduta 0,7163, minimo 0,71347, apertura 0,71672, chiusura 0,71676.
Il movimento ha annullato i guadagni della seduta precedente e mostra quanto rapidamente l’Aussie (soprannome del dollaro australiano) possa perdere sostegno quando torna al centro il rischio inflazione. La valuta aveva beneficiato di un maggiore appetito per il rischio (più voglia di investire in attività considerate rischiose) e di dati domestici migliori, ma le parole di Sarah Hunter hanno riportato l’attenzione sull’impatto economico del conflitto in Medio Oriente.
Hunter ha detto che la RBA monitora come il conflitto con l’Iran si trasmette all’inflazione interna. La banca centrale considera la crisi in Medio Oriente uno shock esterno (un evento fuori dal controllo del Paese) che aumenta i costi globali di petrolio e gas naturale, con effetti diretti e indiretti sui prezzi in Australia. Ai massimi, il prezzo della benzina in Australia è salito del 36%; il diesel è aumentato ancora di più e resta ben sopra i livelli pre-conflitto.
La RBA si concentra sulle aspettative d’inflazione
Il messaggio della RBA è semplice: gli shock sui carburanti diventano più pericolosi quando l’inflazione è già sopra l’obiettivo. Hunter ha spiegato che l’Australia è entrata nel conflitto con un’inflazione ancora oltre la fascia obiettivo 2%-3% e con pressioni interne sui costi già presenti. Questo facilita il trasferimento degli aumenti legati al petrolio ai prezzi al dettaglio e ai costi di trasporto, materiali per l’edilizia, alimentari, viaggi e beni importati.
La banca centrale vede ora l’inflazione “headline” (inflazione complessiva, quella più citata) al picco del 4,8% nel trimestre di giugno. È stata rivista al rialzo anche la previsione di inflazione “underlying” (inflazione di fondo, che esclude componenti molto volatili come energia e alimentari): lo shock del petrolio potrebbe aggiungere circa 0,4 punti percentuali all’inflazione di fondo nel trimestre di marzo 2027.
Il rischio, per la politica monetaria, sta nelle aspettative. Se famiglie e imprese si aspettano inflazione alta a lungo, cambiano richieste salariali, contratti e prezzi. Hunter ha detto che carburanti più cari possono far salire e “fissare” (rendere persistenti) le aspettative d’inflazione, rendendo più difficile riportare i prezzi sotto controllo.
Questo mette AUD/USD in equilibrio instabile. Tassi più alti possono sostenere l’Aussie perché aumentano il rendimento (yield, cioè l’interesse atteso) degli investimenti in Australia. Ma se una politica più restrittiva significa anche crescita più lenta, minori consumi e meno investimenti, il mercato può trattare la valuta come sensibile alla crescita (e quindi vulnerabile) più che come sostenuta dai tassi.
Il rialzo di maggio dà alla RBA margine per attendere
I verbali della riunione di maggio della RBA mostrano che il board ha valutato se lasciare i tassi invariati o alzarli di 25 punti base (0,25 punti percentuali) al 4,35%. Il rialzo ha annullato completamente l’allentamento (taglio dei tassi) fatto nel 2025. Otto membri su nove hanno ritenuto più forte l’argomento per un aumento, perché i rischi d’inflazione sono saliti con il protrarsi del conflitto in Medio Oriente.
Secondo il board, dopo la decisione le condizioni finanziarie sarebbero probabilmente “restrittive” (cioè tassi e credito tali da frenare la domanda). Questo dà alla RBA tempo per osservare le reazioni di famiglie e imprese alla guerra con l’Iran, ai carburanti più cari e al costo più elevato dei prestiti. I mercati continuano a scommettere su un altro rialzo ad agosto, già prezzato per circa 75% (cioè incorporato nelle attese). Il picco dei tassi è visto a 4,60%, con una possibilità di arrivare a 4,85%.
Per l’Aussie questo significa due forze opposte. Attese di ulteriori rialzi possono sostenere AUD/USD se resta solido l’appetito per il rischio globale. Un quadro di crescita più debole può invece spingere il cambio al ribasso se i consumi rallentano o se il petrolio continua a comprimere i bilanci delle famiglie.
La fiducia dei consumatori recupera, ma resta debole
La fiducia dei consumatori in Australia è migliorata a maggio, ma il rimbalzo non indica un quadro robusto. L’indice Westpac–Melbourne Institute è salito del 3,5% a 83 da 80,1 in aprile, quando era crollato del 12,5% al livello più basso da oltre due anni. Un valore sotto 100 indica che i pessimisti sono più degli ottimisti.
Il miglioramento è legato in parte al dimezzamento temporaneo dell’accisa sui carburanti (una tassa sui carburanti), che ha ridotto i prezzi medi alla pompa di quasi 30 centesimi al litro da aprile. Questo ha dato un po’ di sollievo dopo i precedenti rialzi dei tassi e lo shock sui carburanti.
Il dettaglio resta fragile. Le valutazioni delle finanze familiari sono risalite, ma le aspettative sull’economia sono peggiorate. Il sotto-indice “economia, prossimi 12 mesi” è sceso dell’1,5% a 74,2, mentre “economia, prossimi 5 anni” è calato del 2,2% a 89,3. Westpac ha indicato che la lettura combinata è la più debole da novembre 2022.
Resta elevata anche la pressione sui mutui. L’indice delle aspettative sui tassi dei mutui è salito del 2,3% a 181,2, un nuovo massimo da tre anni. Anche dopo tre rialzi quest’anno, l’85% dei consumatori si aspetta tassi dei mutui in aumento nei prossimi 12 mesi, quota vicina al 90% tra chi ha già un mutuo.
Analisi tecnica
AUDUSD scambia vicino a 0,7137, in arretramento dopo non essere riuscito a mantenere la spinta sopra il massimo recente in area 0,7277. Il cambio aveva costruito un recupero tra aprile e inizio maggio, ma l’ultima discesa ha riportato i prezzi sotto alcune medie mobili di breve periodo (indicatori che fanno la media dei prezzi degli ultimi giorni per capire la direzione).
Sul piano tecnico, l’impostazione passa da rialzista a neutrale/negativa nel breve:
- MA5 (media mobile a 5 giorni): 0,7185
- MA10 (media mobile a 10 giorni): 0,7210
- MA20 (media mobile a 20 giorni): 0,7187
Il prezzo è sotto tutte e tre le medie e quelle più corte iniziano a piegare verso il basso. Questo segnala che i venditori hanno ripreso il controllo nel breve dopo il tentativo fallito di superare 0,7270 (breakout, cioè rottura al rialzo di una resistenza).

Livelli chiave da monitorare:
- Supporto immediato (area in cui il cambio può trovare “pavimento”): 0,7135 → 0,7000
- Supporto principale: 0,6930
- Resistenza (area in cui può aumentare la pressione in vendita): 0,7185 → 0,7210 → 0,7277
L’area 0,7135 è il primo supporto. Una rottura sotto questa zona potrebbe aprire spazio verso 0,7000, livello psicologico (numero tondo spesso osservato dal mercato), soprattutto se il dollaro USA continua a stabilizzarsi.
Al rialzo, AUDUSD deve riportarsi sopra 0,7185–0,7210 per ridurre la pressione ribassista. Senza questo recupero, i rimbalzi possono essere venduti.
In sintesi, AUDUSD resta dentro una struttura di recupero più ampia, ma nel breve la spinta si è indebolita. Il cambio deve difendere 0,7135 per evitare una correzione più profonda.
Previsioni prudenti
AUD/USD potrebbe restare sotto pressione finché rimane sotto 0,71879 e 0,72100. Una discesa sotto 0,71347 rafforzerebbe lo scenario negativo e potrebbe spingere il cambio verso 0,69390, soprattutto se il petrolio resta caro e gli avvertimenti della RBA mantengono vive le preoccupazioni sulla crescita.
Un recupero sopra 0,72100 indicherebbe il ritorno dei compratori e potrebbe riportare in vista 0,7277. Per un rimbalzo più solido servono tre condizioni: minore pressione dai prezzi dei carburanti, fiducia dei consumatori oltre 83, e attese di rialzo dei tassi RBA che sostengano l’Aussie senza aumentare i timori su una crescita più lenta.
Domande dei trader
Perché AUD/USD scende oggi?
AUD/USD scende dopo l’avvertimento della Reserve Bank of Australia: il conflitto in Medio Oriente può aumentare la pressione inflazionistica e indebolire la crescita.
AUD/USD ha scambiato a 0,71369, in calo di 0,00307 (-0,43%), dopo un massimo di seduta a 0,7163.
Qual è il prezzo attuale di AUD/USD?
AUD/USD ha scambiato a 0,71369.
Il massimo di seduta è stato 0,7163, il minimo 0,71347, l’apertura 0,71672, la chiusura 0,71676.
Perché il dollaro australiano ha annullato i guadagni precedenti?
Il dollaro australiano ha annullato i rialzi dopo l’avvertimento di Sarah Hunter: aspettative d’inflazione più alte possono diventare un rischio per l’economia.
I suoi commenti hanno riportato l’attenzione su prezzi dell’energia, guerra con l’Iran e rischio che l’inflazione resti sopra l’obiettivo RBA più a lungo.
Come influisce il conflitto in Medio Oriente su AUD/USD?
Il conflitto incide su AUD/USD tramite prezzi dell’energia e aspettative d’inflazione (cioè cosa famiglie e imprese pensano che succederà ai prezzi).
Petrolio e carburanti più cari aumentano i costi di trasporto, cibo, spedizioni e attività produttive. Questo può ridurre la spesa delle famiglie e frenare la crescita, anche se per un periodo le attese di tassi più alti possono sostenere la valuta.
Cosa ha detto la RBA sull’inflazione?
La RBA ha avvertito che aspettative d’inflazione elevate e persistenti sono un rischio per l’economia.
Sarah Hunter ha detto che la priorità è evitare che le aspettative si “ancorino” sopra l’obiettivo (cioè che il mercato si abitui a inflazione alta). Se restano troppo alte, la RBA potrebbe dover irrigidire la politica monetaria (alzare i tassi), frenando l’attività in modo più marcato.