
Punti chiave
- EUR/USD ha scambiato a 1,1604, in calo di 0,0090, pari a 0,08%, vicino ai minimi da inizio aprile.
- L’attività delle imprese nell’area euro è scesa a maggio: il PMI composito è calato a 47,5 da 48,8.
- I dati tedeschi hanno dato un po’ di sostegno: PIL del 1° trimestre confermato a 0,3% e indice Ifo (fiducia delle imprese) in rialzo a 84,9.
- I mercati monetari prezzano almeno due rialzi dei tassi della BCE entro fine anno, mentre l’aumento dei costi dell’energia spinge l’inflazione.
Venerdì EUR/USD si è mosso vicino a 1,16, con gli operatori divisi tra dati deboli sull’attività nell’area euro, segnali migliori dalla Germania e una BCE ancora orientata a tassi più alti.
Dal grafico, EUR/USD era a 1,1604, in calo di 0,0090, pari a 0,08%, alle 05/22 11:40:54 GMT+3. Massimo di seduta vicino a 1,16193, minimo a 1,1608, apertura vicino a 1,16164 e chiusura vicino a 1,16164.
La debolezza dell’euro nasce da un mix complesso: la crescita rallenta, il rischio inflazione aumenta e il dollaro resta sostenuto dalle attese di rialzi dei tassi della Fed (la banca centrale USA). L’euro può beneficiare delle attese di rialzi BCE, ma i dati deboli rendono questo supporto meno solido.
PMI dell’Eurozona: aumenta il rischio di stagflazione
La pressione principale è arrivata dai dati PMI di giovedì. L’economia dell’area euro ha registrato una contrazione inattesa a maggio, la più rapida dalla fine del 2023, con il PMI composito sceso a 47,5 da 48,8. Il valore è sotto 50, soglia che separa espansione e contrazione (cioè crescita o calo dell’attività).
La debolezza deriva dall’aumento del costo della vita legato alla guerra, che frena la domanda. S&P Global ha segnalato che gli indicatori sui prezzi del sondaggio (misure interne che stimano la dinamica dei prezzi) indicano un’inflazione vicino al 4% nei prossimi mesi. Per la BCE è un caso tipico di stagflazione (crescita debole con inflazione alta): l’economia rallenta, ma i prezzi continuano a salire.
Questo contesto mantiene pressione su EUR/USD: un PMI debole danneggia le prospettive di crescita, mentre l’inflazione alta riduce lo spazio della BCE per sostenere l’economia.
Le scommesse sui rialzi BCE limitano il ribasso dell’euro
Le attese sulla politica della BCE stanno evitando un calo più marcato di EUR/USD. I mercati monetari (contratti che riflettono le aspettative sui tassi futuri) prezzano almeno due rialzi dei tassi entro fine anno, perché i costi dell’energia alimentano l’inflazione e le aziende pagano di più materie prime e semilavorati (costi di input).
La Commissione europea ha anche avvertito che il conflitto in Medio Oriente potrebbe rallentare la crescita dell’Eurozona e alzare l’inflazione. Ora vede la crescita del PIL dell’area euro scendere a 0,9% nel 2026, mentre l’inflazione è stimata al 3,0%, da una precedente previsione di 1,9%.
Ne esce un quadro a due facce per l’euro: tassi BCE più alti possono sostenere la valuta tramite rendimenti più elevati (cioè interessi maggiori sugli strumenti in euro). Una crescita più lenta può indebolirla se il mercato inizia a prezzare un peggioramento più profondo. Per ora l’euro fatica: il rallentamento è più evidente e l’inflazione resta troppo alta perché la BCE possa allentare.
Colloqui Iran-USA e dollaro: il quadro più ampio
I colloqui tra USA e Iran restano un fattore chiave per EUR/USD attraverso petrolio, inflazione e dollaro. Il Segretario di Stato USA Marco Rubio ha detto che ci sono “alcuni segnali positivi”, ma le scorte di uranio di Teheran e il controllo dello Stretto di Hormuz restano ostacoli importanti.
Un accordo credibile potrebbe far scendere i prezzi del petrolio, ridurre la pressione inflazionistica e indebolire il dollaro. Questo aiuterebbe EUR/USD a stabilizzarsi. Un fallimento dei colloqui probabilmente terrebbe alto il petrolio, spingerebbe al rialzo le attese sui tassi globali e sosterrebbe il dollaro sia tramite rendimenti più alti sia come bene rifugio (valuta cercata nei momenti di rischio).
Lo Stretto di Hormuz è centrale: più a lungo durano i problemi energetici, più aumenta la pressione su consumatori europei, industria e decisioni della BCE.
Analisi tecnica
EURUSD scambia vicino a 1,1607, proseguendo il ritracciamento (correzione dopo un rialzo) dopo non essere riuscito a mantenersi sopra i massimi di metà maggio. Il cambio ora è sotto le medie mobili di breve periodo, segnale di momentum (forza del movimento) in indebolimento.
- MA5: 1,1621 (media mobile a 5 sedute: media dei prezzi degli ultimi 5 periodi)
- MA10: 1,1663 (media mobile a 10 sedute)
- MA20: 1,1691 (media mobile a 20 sedute)

Il prezzo resta sotto tutte e tre le medie, mantenendo l’impostazione di breve orientata al ribasso. Il livello chiave è 1,1600 (supporto: area in cui in passato le vendite si sono fermate). Una rottura sotto questo supporto potrebbe aprire la strada a 1,1550 e poi all’area dei minimi di marzo vicino a 1,1410.
La resistenza (area in cui in passato i rialzi si sono fermati) è a 1,1660–1,1690, dove ora si concentrano le medie mobili. EURUSD dovrebbe tornare sopra questa zona per stabilizzare il sentiment (il tono del mercato).
Dal punto di vista fondamentale, aspettative di crescita più deboli nell’Eurozona e un dollaro più forte continuano a pesare sul cambio. Gli operatori guardano al confronto tra attese sulla BCE e rendimenti USA ancora elevati, oltre ai dati macro americani.
Previsione prudente
EUR/USD potrebbe restare sotto pressione finché scambia sotto 1,16215 e 1,16913. Una discesa sotto 1,1608 rafforzerebbe lo scenario ribassista e riporterebbe in primo piano 1,14101, soprattutto se i colloqui USA-Iran si bloccano e il dollaro resta solido.
Domande dei trader
Perché EUR/USD sta scendendo?
EUR/USD scende perché i PMI deboli nell’area euro aumentano i timori sulla crescita, mentre il dollaro resta sostenuto dalle attese di rialzi dei tassi della Fed. EUR/USD ha scambiato a 1,1604, in calo di 0,0090, pari a 0,08%, vicino ai minimi da inizio aprile.
Qual è il prezzo attuale di EUR/USD?
EUR/USD ha scambiato a 1,1604. Il massimo di seduta è stato 1,16193, con un minimo a 1,1608, apertura vicino a 1,16164 e chiusura vicino a 1,16164.
Perché l’euro è vicino ai livelli più deboli da aprile?
L’euro è vicino ai livelli più deboli da inizio aprile perché l’economia dell’area euro a maggio si è contratta a sorpresa. Il PMI composito è sceso a 47,5 da 48,8, la contrazione più rapida dalla fine del 2023.
Cosa indica il PMI dell’Eurozona?
Il PMI dell’Eurozona indica che l’attività delle imprese è scesa a maggio. Un valore sotto 50 segnala contrazione. L’ultimo PMI composito a 47,5 suggerisce domanda più debole, costi più alti e crescita più lenta nell’area euro.
Perché l’inflazione nell’Eurozona resta un problema?
L’inflazione nell’Eurozona resta un problema perché l’aumento del costo della vita legato alla guerra si riflette sui prezzi. S&P Global ha avvertito che i PMI indicano un’inflazione vicino al 4% nei prossimi mesi. Questo mantiene pressione sulla BCE perché resti “hawkish”, cioè orientata a combattere l’inflazione con tassi più alti.