AUD/USD si mantiene sui massimi mentre cresce l’appetito per il rischio

    by VT Markets
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    May 7, 2026

    Punti chiave

    • AUD/USD ha scambiato a 0,72430, in rialzo di 0,00063 (+0,09%), dopo un massimo di seduta a 0,72482.
    • Il dollaro australiano (“Aussie”) è salito dello 0,1% a 0,7243 dollari USA, dopo il +0,7% di mercoledì fino al massimo di quattro anni a 0,7277.
    • Il mercato stima circa il 20% di probabilità di un rialzo dei tassi RBA a giugno, il 68% entro agosto e tassi intorno al 4,60% quasi già incorporati nelle quotazioni per settembre.
    • L’Australia ha registrato il primo deficit commerciale di beni dal 2017: sono aumentate le importazioni per i data center e le spedizioni di carburante.

    Il dollaro australiano è rimasto vicino ai massimi recenti giovedì, con la propensione al rischio globale ancora solida. Le aspettative di un allentamento delle tensioni in Medio Oriente, il calo del petrolio e il buon andamento delle Borse hanno spinto gli operatori verso valute più sensibili al ciclo economico. L’Aussie, spesso usato come indicatore indiretto (“proxy”) della crescita globale e della fiducia degli investitori, è salito dello 0,1% a 0,7243 dollari USA.

    AUD/USD è salito dello 0,7% mercoledì fino al massimo di quattro anni a 0,7277. Le prossime resistenze (aree dove il prezzo tende a fermarsi) sono sui picchi del 2022: 0,72825 e 0,7593. Il cambio è quindi vicino a una zona di possibile “rottura” (breakout, cioè superamento netto di una soglia), ma per rendere credibile un movimento più ampio servono conferme da Borse, domanda cinese e petrolio più basso.

    Anche il dollaro neozelandese è rimasto sostenuto. NZD/USD si è rafforzato a 0,5960 dopo il +1,1% della seduta precedente, fino al massimo di due mesi a 0,5991. Il supporto (area che tende a frenare le discese) è a 0,5929, mentre la resistenza è a 0,6012.

    Il calo del petrolio riduce la pressione sui prezzi

    La discesa dei prezzi del petrolio ha favorito obbligazioni e asset rischiosi. Un greggio più economico riduce il rischio di inflazione elevata (aumento generalizzato dei prezzi) e quindi diminuisce la pressione sulle banche centrali perché continuino ad alzare i tassi. Il rendimento (yield, cioè il tasso offerto dal titolo) del decennale australiano è sceso a 4,921% dopo il picco di 5,087% della scorsa settimana.

    Per AUD/USD è rilevante perché l’Aussie è spinto da due fattori. Da un lato, una maggiore propensione al rischio sostiene la valuta. Dall’altro, tassi interni più alti la rendono più attraente. Tuttavia, se l’inflazione salisse troppo per effetto di carburanti e trasporti, la crescita potrebbe indebolirsi e aumenterebbe la pressione su famiglie e consumi.

    Madison Cartwright, analista senior di geo-economia in CBA, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno forti motivazioni economiche, politiche e strategiche per mantenere il cessate il fuoco e cercare una soluzione negoziata entro fine maggio o poco dopo. Ha aggiunto che non esiste una soluzione militare per gli USA, rendendo la de-escalation l’opzione più probabile. Questa lettura ha ridotto parte del “premio guerra” (sovrapprezzo legato al rischio geopolitico) incorporato nel petrolio e nel dollaro USA.

    Le scommesse su nuovi rialzi RBA sostengono l’Aussie

    La Reserve Bank of Australia (RBA, la banca centrale australiana) ha già alzato i tassi di 75 punti base complessivi (0,75 punti percentuali) portandoli al 4,35% nelle ultime tre riunioni. Il mercato ora prezza circa il 20% di probabilità di un ulteriore rialzo a giugno, il 68% di una mossa ad agosto e tassi al 4,60% quasi già scontati per settembre.

    La RBA è diventata più prudente perché lo shock energetico globale rende l’inflazione più difficile da riportare sotto controllo. La banca centrale ha alzato le stime sull’inflazione e ridotto le previsioni su crescita e occupazione. L’aggiornamento indica inflazione “headline” (totale, inclusi energia e alimentari) verso un picco vicino al 5%, crescita in rallentamento all’1,3% entro fine 2026 e disoccupazione in aumento al 4,7%.

    Questo dà all’Aussie un vantaggio di rendimento (yield advantage: i tassi più alti rendono la valuta più interessante), ma non privo di rischi. Tassi più alti possono sostenere AUD/USD se l’economia regge. Possono però pesare se si indeboliscono famiglie, fiducia delle imprese e commercio estero. Per ora gli operatori vedono la stretta RBA come un supporto, perché il clima sui mercati è migliorato.

    I dati sul commercio avvertono sul fronte interno

    I dati di marzo sul commercio estero australiano invitano alla cautela. Il Paese ha registrato il primo deficit commerciale di beni dal 2017, perché sono aumentate le importazioni di macchinari per l’elaborazione dati, legate alla costruzione di data center. Sono cresciute anche le importazioni di carburante: il conflitto nel Golfo ha spinto i prezzi e il governo australiano ha cercato forniture aggiuntive di benzina e diesel per coprire la domanda.

    I dati dell’Australian Bureau of Statistics mostrano che il saldo dei beni, destagionalizzato (cioè corretto per effetti ricorrenti del calendario), è peggiorato di 6,867 miliardi di dollari australiani a marzo, con un deficit di 1,841 miliardi. Le esportazioni sono scese di 1,214 miliardi (-2,7%), mentre le importazioni sono aumentate di 5,652 miliardi (+14,1%), trainate dalle apparecchiature per elaborazione dati (ADP, in pratica hardware e sistemi informatici).

    Il passaggio in deficit indica che le esportazioni nette (export meno import) potrebbero frenare la crescita del trimestre. Il quadro però non è solo negativo: parte dell’aumento delle importazioni riflette investimenti delle aziende per costruire data center. Questo può tradursi più avanti in maggiore produttività e infrastrutture migliori, soprattutto se cresce la domanda legata all’intelligenza artificiale (AI).

    Analisi tecnica

    AUDUSD scambia intorno a 0,7243, proseguendo un rialzo graduale e aggiornando i massimi di recupero, con un’impostazione favorevole ai compratori. Il cambio mantiene una tendenza crescente dal rimbalzo sui minimi di fine marzo e ora testa livelli visti l’ultima volta nel rally di gennaio.

    Dal punto di vista grafico, la struttura resta impostata al rialzo. Il prezzo è sopra le medie mobili (media dei prezzi, usata per capire la direzione del trend) a 5 giorni (0,7205) e 10 giorni (0,7185), entrambe in salita e utili come supporti vicini. La media a 20 giorni (0,7162) è più in basso, anch’essa in salita, e conferma la forza del movimento.

    Livelli chiave da monitorare:

    • Supporto: 0,7205 → 0,7185 → 0,7162
    • Resistenza: 0,7248 → 0,7280 → 0,7337

    Il prezzo sta testando la resistenza in area 0,7248, massimo del movimento attuale. Un superamento netto potrebbe aprire spazio verso 0,7280, con ulteriore potenziale fino a 0,7337 se il rialzo prosegue.

    Al ribasso, 0,7205 è il supporto più vicino, in linea con il trend di breve. Una rottura sotto questo livello potrebbe innescare una correzione verso 0,7185. L’impostazione resterebbe comunque positiva finché il prezzo rimane sopra la media mobile a 20 giorni, che sta salendo.

    In sintesi, AUDUSD resta in tendenza rialzista con correzioni contenute, segnale di domanda per il dollaro australiano con il miglioramento del sentiment. Il cambio è vicino a una resistenza importante, ma la spinta resta a favore dei compratori finché reggono i supporti di breve.

    Previsione prudente

    AUD/USD mantiene un’impostazione positiva finché resta sopra 0,72053 e 0,71850. Una chiusura giornaliera sopra 0,72825 (close: prezzo di fine giornata) favorirebbe un allungo verso 0,73373, soprattutto se le Borse restano solide, il petrolio continua a scendere e le attese di rialzi RBA restano già incorporate nei prezzi.

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