
Punti chiave
- L’USDX (indice del dollaro, misura il dollaro contro un paniere di valute principali) ha scambiato a 98,423, in rialzo di 0,045 punti (+0,05%), dopo un massimo di seduta a 98,438.
- L’USDX era vicino a 98,48, oltre +0,6% nella settimana, in rotta per la migliore performance settimanale dall’inizio della guerra in Iran.
- Il mercato stima ora una probabilità del 31,8% di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre, dal poco più del 16% di una settimana fa.
- Lo yuan offshore (la valuta cinese scambiata fuori dalla Cina continentale) si è rafforzato per l’ottavo giorno a 6,7845 per dollaro, mentre l’euro è rimasto vicino a 1,1717 dollari.
Il dollaro USA ha tenuto giovedì, mentre i trader riducevano l’idea di tagli ai tassi Fed nel breve periodo. Rendimenti dei Treasury (titoli di Stato USA) più alti, dati d’inflazione forti e il ritorno di aspettative di rialzi dei tassi hanno sostenuto il biglietto verde, mentre i mercati guardavano al vertice di due giorni tra il presidente USA Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping.
L’USDX ha scambiato a 98,423, in aumento di 0,045 (+0,05%), alle 11:11:14 GMT+3 del 14/05. Il massimo di seduta è stato 98,438, il minimo 98,298, apertura a 98,355 e chiusura a 98,378.
Nel mercato più ampio, l’USDX era intorno a 98,48, oltre +0,6% nella settimana. Questo mette il dollaro verso la migliore settimana dall’inizio della guerra in Iran. L’euro era quasi invariato a 1,1717 dollari, ma resta avviato a una perdita settimanale di 0,6%, la peggiore in due mesi.
Inflazione forte: cambiano le attese sui tassi della Fed
Il rialzo del dollaro si appoggia a dati USA sull’inflazione più solidi. Mercoledì, l’indice dei prezzi alla produzione (misura quanto aumentano i prezzi praticati dalle imprese) ha mostrato l’aumento più rapido in quattro anni, dopo i dati di martedì sull’inflazione al consumo (prezzi pagati dalle famiglie), ai massimi in tre anni. I prezzi all’ingrosso negli USA sono saliti del 6% su base annua ad aprile; la componente “core” (al netto di voci molto volatile come energia e alimentari) è aumentata del 5,2% rispetto ad aprile 2025. L’energia resta il punto di pressione: benzina +15,6% su marzo e diesel +12,6%.
Questa spinta dell’inflazione ha cambiato la lettura sui tassi. I trader stimano una probabilità del 31,8% che la Fed alzi i tassi a dicembre, da poco sopra il 16% di una settimana fa, secondo il tool CME FedWatch (indicatore che traduce i prezzi dei futures sui tassi in probabilità implicite).
Gli analisti si aspettano che il FOMC (il comitato della Fed che decide i tassi) avvii un ciclo di rialzi da dicembre e, per ora, prevedono tre rialzi nel ciclo. Il Senato USA ha approvato mercoledì Warsh come presidente della Fed, affidando la banca centrale al legale e finanziere di 56 anni. Warsh torna con un’ampia agenda di riforme, ma gli effetti sulle decisioni potrebbero richiedere tempo.
Vertice Trump-Xi: test cruciale per il mercato valutario
Il vertice Trump-Xi è al centro del rischio di mercato globale. Xi ha detto a Trump che i colloqui sul commercio stanno avanzando, ma ha avvertito che lo scontro su Taiwan può far peggiorare rapidamente i rapporti. Trump ha definito l’incontro forse il “più grande vertice di sempre”.
Le valute hanno reagito con cautela. Lo yuan onshore (scambiato nella Cina continentale) viaggiava vicino a massimi di tre anni, mentre lo yuan offshore si è rafforzato per l’ottavo giorno a 6,7845 per dollaro. Questo movimento segnala che il mercato vede meno rischio di tensioni commerciali immediate tra USA e Cina, anche se Taiwan resta un punto critico.
Un tono più disteso può sostenere la propensione al rischio (più acquisti di asset rischiosi) e ridurre la domanda di “bene rifugio” (asset cercati nei momenti di paura) per il dollaro. Un messaggio più duro su Taiwan, commercio, tecnologia o sanzioni può riportare gli operatori su posizioni difensive in dollari. Per ora il dollaro regge soprattutto per le attese sui tassi Fed, più che per la geopolitica.
Analisi tecnica
L’US Dollar Index continua a muoversi in un ampio intervallo laterale intorno a 98,42, senza una direzione chiara dopo il calo dal picco di marzo vicino a 100,48. Il grafico indica un tentativo di stabilizzazione, ma la forza del movimento resta modesta rispetto a inizio anno.
Nel breve periodo il quadro è neutrale:
- MA5: 98,10
- MA10: 98,11
- MA20: 98,20
Le medie mobili (MA, medie dei prezzi su 5/10/20 sedute, usate per capire la direzione) sono ravvicinate e quasi piatte: il mercato è in equilibrio e non in trend. Il prezzo oscilla intorno a queste medie, confermando la fase laterale.

Livelli chiave:
- Supporto immediato (area dove spesso il calo si ferma): 98,00 → 97,70
- Supporto principale: 97,00 → 96,40
- Resistenza (area dove spesso il rialzo si ferma): 98,80 → 99,40 → 100,48
Tra fine aprile e maggio l’indice ha scambiato soprattutto tra 97,70 e 98,80, senza un controllo stabile né dei compratori (bull) né dei venditori (bear).
Un superamento di 98,80–99,40 migliorerebbe il quadro di breve e potrebbe riaprire spazio verso il massimo di marzo vicino a 100,48. Tuttavia, il dollaro ha faticato più volte a prendere forza al rialzo, perché molti operatori restano posizionati in vista di possibili tagli dei tassi Fed più avanti nell’anno.
Al ribasso, una rottura sotto 97,70 rafforzerebbe la pressione negativa e metterebbe nel mirino l’area 97,00–96,40.
Lo sfondo macro resta incerto per il dollaro. I rendimenti dei Treasury si sono in parte stabilizzati dopo la volatilità (forti oscillazioni), ma aspettative d’inflazione più moderate e comunicazione prudente della Fed hanno frenato acquisti aggressivi di USD. Allo stesso tempo, il clima di rischio globale è migliorato rispetto alle turbolenze di inizio anno, riducendo parte della domanda “difensiva” di dollaro.
I mercati valutari seguono anche i prossimi dati USA su inflazione, lavoro e dichiarazioni della Fed per capire i tempi dei tassi. Un cambio nelle attese sui tassi può rompere rapidamente la fase laterale attuale.
Per ora, l’USDX mantiene un’impostazione neutrale ma leggermente negativa, con la tendenza ancora debole finché i prezzi restano sotto la resistenza 99,00–99,40.
Previsioni prudenti
L’USDX mantiene un’impostazione moderatamente positiva finché resta sopra 98,204 e 98,112. Un superamento di 98,438 aprirebbe spazio verso 99,406, soprattutto se i rendimenti dei Treasury restano sostenuti e aumentano le probabilità di rialzi Fed.
Una discesa sotto 98,098 indebolirebbe il recupero e indicherebbe che il mercato sta riducendo l’effetto dei dati d’inflazione sul dollaro. Per un rialzo più solido servono tre condizioni insieme: inflazione alta che mantenga vivo il rischio di rialzi Fed, un vertice Trump-Xi senza scossoni che rafforzino lo yuan contro il dollaro e rendimenti dei Treasury a lunga scadenza (titoli con durata lunga, più sensibili alle attese su inflazione e tassi) vicino ai massimi da metà 2025.