Il Nikkei si ferma mentre la rotazione verso l’Asia raffredda il rally

    by VT Markets
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    May 28, 2026

    Punti chiave

    • Il Nikkei 225 ha scambiato a 65.079,39, in calo di 193,80 punti, pari a -0,30%, dopo un massimo di seduta a 65.320,39.
    • Il Nikkei 225 ha ceduto lo 0,11% a 64.928,28 in avvio, dopo aver toccato il record di 66.428,81 nella seduta precedente.
    • Il Topix (indice più ampio del mercato giapponese) è sceso dello 0,22% a 3.909,21, mentre il Nikkei resta in rialzo del 29% nel 2026.
    • Andamento dei titoli misto: 103 in rialzo contro 120 in calo sul Nikkei.

    La Borsa giapponese è rimasta senza una direzione chiara per il secondo giorno, mentre gli operatori rivalutano la velocità del rialzo del Nikkei. L’indice Nikkei 225 ha perso lo 0,11% a 64.928,28 nelle prime battute, mentre il Topix è sceso dello 0,22% a 3.909,21.

    Dal grafico, il Nikkei 225 scambiava a 65.079,39, in calo di 193,80 punti, pari a -0,30%, alle 05/28 05:04:30 GMT+3. Il massimo di seduta è stato 65.320,39, il minimo 64.500,39, con apertura a 65.254,45 e chiusura precedente a 65.273,19.

    L’indice resta vicino a quota 65.000, ma il clima si è raffreddato dopo il forte movimento della seduta precedente. Il Nikkei era salito fino a +2,2% segnando un record a 66.428,81, per poi chiudere invariato: un segnale che rende gli operatori più prudenti nel comprare a prezzi elevati.

    I tecnologici giapponesi pesano sul clima di mercato

    I titoli tecnologici hanno guidato l’indebolimento: molti investitori hanno incassato i guadagni (cioè hanno venduto dopo un rialzo) sui nomi legati all’IA e ai semiconduttori. La corsa è stata rapida e ora il mercato si chiede se i prezzi riflettano già aspettative troppo ottimistiche rispetto agli utili.

    Wataru Akiyama, stratega azionario di Nomura Securities, ritiene che il mercato possa restare intorno a 65.000 finché non emergeranno nuovi elementi. È coerente con l’andamento attuale. Gli investitori non stanno abbandonando il Giappone, ma dopo un rialzo del 29% nel 2026 stanno diventando più selettivi.

    L’ampiezza del mercato (quanti titoli salgono rispetto a quanti scendono) conferma questa lettura: 103 titoli in rialzo contro 120 in calo sul Nikkei. Sembra una rotazione (spostamento degli acquisti da alcuni settori ad altri) più che una vendita generalizzata.

    Mercati asiatici più prudenti

    Anche il clima regionale è diventato più equilibrato dopo il recente “risk rally” (fase in cui gli investitori aumentano il rischio comprando azioni). In Asia gli operatori erano entrati rapidamente sull’azionario con il calo del petrolio e le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Ora però chiedono segnali più solidi: meno rischi sull’offerta e utili tecnologici capaci di sostenere prezzi già alti.

    Il Giappone beneficia quando diminuisce il rischio energetico, perché importa gran parte dei combustibili. Un petrolio più basso migliora i margini delle aziende (più profitto a parità di vendite), riduce i costi di importazione e alleggerisce la pressione sulle famiglie. Tuttavia una parte di questo effetto è già stata scontata (cioè è già nei prezzi) con il superamento di 65.000.

    Per questo la prossima fase potrebbe dipendere più dai settori trainanti che dall’ottimismo generale. Se i tecnologici si stabilizzano, il Nikkei può ritentare i massimi storici. Se invece i flussi si spostano verso titoli difensivi (meno sensibili al ciclo economico) o “value” (azioni considerate relativamente economiche rispetto ai fondamentali), il Topix potrebbe reggere meglio del Nikkei.

    Stati Uniti e petrolio restano un fattore di rischio

    Le notizie dagli Stati Uniti e dal petrolio restano importanti, ma oggi contano più come sfondo che come motore principale del movimento del Giappone. Nella notte, sanità e consumi hanno spinto il Dow Jones Industrial Average a un record in chiusura, mentre i settori IA e chip hanno rallentato dopo i recenti rialzi. Questa divisione si è riflessa anche in Giappone, dove i tecnologici hanno perso slancio.

    Nuove notizie su attacchi statunitensi contro l’Iran hanno ridotto la fiducia in un accordo vicino in Medio Oriente. Un petrolio più alto danneggerebbe il Giappone tramite importazioni più care e maggiore inflazione, mentre un petrolio più basso aiuterebbe utili aziendali e domanda delle famiglie.

    Per ora il petrolio resta il fattore che può far pendere l’ago della bilancia. Non decide da solo la direzione del Nikkei oggi, ma può influire sulla disponibilità degli operatori a comprare azioni giapponesi su livelli record.

    Analisi tecnica

    Il Nikkei 225 ha ripiegato leggermente dopo la forte accelerazione sopra 65.000, ma l’impostazione di fondo resta positiva.

    • Prezzo attuale: 65.079
    • MA5: 64.928 (media mobile a 5 sedute: media dei prezzi degli ultimi 5 giorni, usata per capire la tendenza di breve)
    • MA10: 63.175 (media mobile a 10 sedute: indica la tendenza di breve/medio)
    • MA20: 62.543 (media mobile a 20 sedute: riferimento di medio periodo)

    L’indice resta sopra tutte le principali medie mobili, con MA5 e MA10 in crescita. L’attuale arretramento sembra una fase di consolidamento (pausa dopo un forte rialzo) dopo la rottura al rialzo (superamento deciso) dell’area 62.000–63.000, più che un vero cambio di tendenza.

    Il movimento è stato sostenuto da maggiore propensione al rischio a livello globale, minore instabilità del petrolio e forza di tecnologici e titoli legati all’export. Anche uno yen relativamente più debole (valuta più bassa che rende più competitive le esportazioni) sostiene le attese di utili migliori per i grandi esportatori.

    La prima resistenza (area in cui l’indice fa più fatica a salire) è ora tra 65.500–66.000, mentre il primo supporto (area in cui può trovare acquisti) è intorno a 64.500, seguito da un supporto più solido vicino a 63.200.

    Previsioni prudenti

    Il Nikkei 225 mantiene un’impostazione positiva nel medio periodo finché resta sopra 62.543,40, ma nel breve l’assetto appare tirato sotto 65.320,39. Un superamento di 66.428,81 aprirebbe spazio a un nuovo allungo verso 67.835,81, soprattutto se i tecnologici giapponesi recuperano forza.

    Domande dei trader

    Perché il Nikkei 225 fatica vicino a 65.000?

    Perché molti investitori stanno incassando i guadagni dopo un rialzo rapido e stanno rivalutando i prezzi dei tecnologici. Il Nikkei 225 scambiava a 65.079,39, in calo di 193,80 punti, pari a -0,30%, dopo un massimo di seduta a 65.320,39.

    Qual è il prezzo attuale del Nikkei 225?

    Il Nikkei 225 scambiava a 65.079,39. Il massimo di seduta è stato 65.320,39, il minimo 64.500,39, con apertura a 65.254,45 e chiusura precedente a 65.273,19.

    Perché le azioni giapponesi stanno perdendo slancio?

    Perché dopo il forte rialzo di quest’anno gli investitori sono più selettivi. L’indice è ancora in aumento del 29% nel 2026, ma senza nuovi catalizzatori (notizie o dati capaci di muovere i prezzi) cresce la cautela nel comprare su massimi.

    Perché i tecnologici giapponesi sono sotto pressione?

    Perché il mercato teme che il rialzo su IA e semiconduttori sia stato troppo rapido. La debolezza dei titoli dei semiconduttori negli Stati Uniti si è riflessa anche in Giappone, rendendo più esposti alle vendite i nomi legati a chip, elettronica e IA.

    Cosa è successo al Nikkei nella seduta precedente?

    Nella seduta precedente il Nikkei è salito fino a +2,2% segnando un record a 66.428,81, per poi chiudere invariato. Questo ha reso gli operatori più prudenti nell’area 65.000–66.000.

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