Lo yuan tiene, mentre il rischio legato alla Fed sostiene il dollaro

    by VT Markets
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    Apr 28, 2026

    Punti chiave

    • Lo yuan onshore (spot, cioè al cambio “pronto” sul mercato domestico) ha ceduto lo 0,04% a 6,8305 contro dollaro, dopo aver oscillato in un range stretto tra 6,8270 e 6,8313.
    • La PBOC (People’s Bank of China, la banca centrale cinese) ha fissato il “midpoint” (tasso centrale di riferimento) a 6,8589 per dollaro, contro 6,8579 della seduta precedente, e 307 pips più debole delle stime di mercato. Un pip è una minima variazione del cambio: qui 307 pips indicano uno scostamento di circa 0,0307.
    • USD/CNH (dollaro contro yuan offshore, negoziato fuori dalla Cina continentale) era a 6,82869, in rialzo di 0,00360 (+0,05%), mentre il Dollar Index (indice del dollaro contro un paniere di sei valute) era a 98,59.

    Martedì lo yuan cinese è rimasto in una fascia ristretta contro il dollaro, mentre il mercato attendeva le indicazioni di politica monetaria della Federal Reserve (Fed, la banca centrale USA). Lo yuan onshore (spot) era in calo dello 0,04% a 6,8305 alle 03:00 GMT, dopo movimenti tra 6,8270 e 6,8313.

    Si è indebolito anche lo yuan offshore. USD/CNH scambiava a 6,8312 yuan per dollaro, in calo di circa lo 0,08% nella seduta asiatica. Il Dollar Index era a 98,59: domanda di dollari solida, ma senza accelerazioni.

    Il movimento segnala un mercato in pausa, non un’inversione. Lo yuan è comunque in rialzo dell’1,0% contro il dollaro nel mese e del 2,4% da inizio anno.

    Questo lo colloca meglio di molte valute asiatiche, soprattutto perché le tensioni legate al caro-energia pesano di più sui Paesi con minore capacità di assorbire i rincari energetici.

    Il fixing della PBOC frena il rafforzamento dello yuan

    Prima dell’apertura, la PBOC ha fissato il midpoint a 6,8589 per dollaro. Il confronto è con 6,8579 della seduta precedente e con un livello 307 pips più debole rispetto alle stime. Ogni giorno lo yuan spot può muoversi entro una banda del 2% sopra o sotto il midpoint fissato.

    Un midpoint più debole ha limitato l’apprezzamento dello yuan. Indica anche che le autorità vogliono gestire la velocità di rafforzamento della valuta. Uno yuan più forte aiuta a ridurre l’inflazione importata (aumenti dei prezzi che arrivano dall’estero), soprattutto con energia cara. Ma un eccessivo rafforzamento può penalizzare gli esportatori, in una fase in cui la Cina punta a sostenere la crescita con il commercio estero.

    L’incertezza sui tassi USA e il rischio geopolitico hanno sostenuto temporaneamente il dollaro. Inoltre, il fixing cinese resta complessivamente orientato a uno yuan relativamente forte, aiutato da esportazioni resilienti.

    Ne risulta un equilibrio “gestito”. La PBOC sembra disposta a lasciare lo yuan su livelli solidi, ma senza accelerazioni. Da monitorare se i fixing resteranno più deboli delle stime: sarebbe un segnale di preferenza per un progresso graduale, non per un rally rapido (un rialzo veloce e marcato).

    La tenuta dell’export sostiene la resilienza dello yuan

    Lo yuan beneficia anche del ruolo della Cina nello shock energetico. Alcuni analisti la vedono relativamente avvantaggiata dalla crisi legata alla guerra con l’Iran, perché la base export cinese è sostenuta dalla domanda di rinnovabili, batterie e sistemi solari.

    Dati recenti mostrano che gli incassi da export di tecnologie “pulite” sono saliti del 30% rispetto a febbraio e del 52% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre lo shock in Medio Oriente ha spinto la domanda globale di forniture energetiche alternative prodotte localmente.

    Questo aiuta a spiegare perché lo yuan possa continuare a fare meglio di altre valute asiatiche. Un export più forte sostiene afflussi di capitale (ingresso di fondi dall’estero), entrate commerciali e fiducia nella valuta. Inoltre, uno yuan più forte attenua la pressione dei prezzi importati, dando a Pechino più margine nella gestione della politica economica interna.

    Resta però un limite. Se il petrolio continuasse a salire, le tensioni sui conti con l’estero dell’Asia (stress di conto corrente: peggioramento del saldo tra entrate e uscite verso l’estero) potrebbero riflettersi sul mercato valutario regionale. Anche un rimbalzo generalizzato del dollaro frenerebbe i guadagni dello yuan, pur con un export cinese solido.

    Vertice USA-Cina, prossimo test

    Il prossimo appuntamento chiave per lo yuan è il vertice presidenziale USA-Cina di maggio. La banca si attende rischi contenuti nelle relazioni bilaterali. Citi prevede lo yuan a 6,8 tra tre mesi e a 6,7 tra sei e dodici mesi.

    Lo scenario è coerente con il trend, ma dipende da due condizioni: la Fed deve evitare una svolta “hawkish” (più dura: tassi più alti o per più tempo per contrastare l’inflazione) e il vertice di maggio deve mantenere sotto controllo rischi commerciali e geopolitici.

    Se dal vertice emergesse un tono più distensivo, gli investitori “rialzisti” sullo yuan potrebbero spingere USD/CNH al ribasso. Se invece i colloqui peggiorassero, il mercato potrebbe aumentare le coperture in dollari (hedge: strumenti per ridurre il rischio cambio) e rallentare l’avanzata dello yuan.

    Analisi tecnica

    USDCNH scambia vicino a 6,8287, dopo un calo ordinato dai massimi di 7,07. Ora si muove lateralmente, mentre la pressione in vendita si attenua. Il trend di fondo resta ribassista, ma i movimenti recenti indicano una fase di consolidamento di breve periodo sui minimi (consolidamento: pausa con oscillazioni in un intervallo).

    Dal punto di vista grafico, l’impostazione resta ribassista ma in attenuazione. I prezzi sono sotto la media mobile a 20 giorni (6,8360), un indicatore che calcola il prezzo medio degli ultimi 20 giorni e qui continua a scendere, frenando i tentativi di recupero. Tuttavia, le medie a 5 giorni (6,8296) e 10 giorni (6,8239) si stanno appiattendo, segnalando perdita di slancio al ribasso e possibile formazione di una base (zona in cui il prezzo smette di scendere con facilità).

    Livelli chiave da monitorare:

    • Supporto: 6,8050 → 6,7800 → 6,7500 (supporto: area in cui il prezzo tende a fermare la discesa)
    • Resistenza: 6,8300 → 6,8600 → 6,9000 (resistenza: area in cui il prezzo tende a fermare la salita)

    La coppia sta consolidando appena sopra la zona di supporto 6,8050, dove le recenti discese si sono arrestate. Una rottura sotto questo livello potrebbe riattivare il trend ribassista e aprire spazio verso 6,7800.

    Al rialzo, 6,8300 è la resistenza immediata. Un superamento potrebbe innescare un rimbalzo correttivo verso 6,8600, anche se una resistenza più forte resta vicino alla media a 20 giorni, che dovrebbe essere recuperata per indicare un cambiamento più significativo del trend.

    In sintesi, USDCNH resta in un trend ribassista controllato con segnali di stabilizzazione nel breve. Il mercato guarda se i prezzi scenderanno sotto 6,8050 per proseguire la discesa o se costruiranno una base per un rimbalzo tecnico (recupero temporaneo dopo un calo).

    Previsioni prudenti

    Nel breve, lo yuan mantiene un’impostazione leggermente favorevole finché USD/CNH resta sotto 6,83608. Un calo sotto 6,82248 rafforzerebbe l’ipotesi di un nuovo test di 6,80567, con 6,8 come prossimo obiettivo psicologico (livello “tondo” che spesso attira l’attenzione del mercato).

    Domande dei trader

    Perché lo yuan si muove in un range stretto?

    Perché gli operatori attendono la decisione di politica monetaria della Federal Reserve di mercoledì.

    Lo yuan spot era in calo dello 0,04% a 6,8305 alle 03:00 GMT, dopo scambi tra 6,8270 e 6,8313. Il mercato resta cauto in attesa di indicazioni più chiare sui tassi (costo del denaro deciso dalla banca centrale).

    Cosa indica il midpoint fissato dalla PBOC?

    La PBOC ha fissato il midpoint a 6,8589 per dollaro, contro 6,8579 della seduta precedente.

    Il fixing era 307 pips più debole rispetto alle stime, limitando l’apprezzamento dello yuan. Lo yuan spot può muoversi ogni giorno entro ±2% rispetto al midpoint.

    Perché la Fed conta per USD/CNH?

    Perché le aspettative sui tassi USA influenzano la domanda di dollari.

    Se la Fed resta restrittiva (tassi alti più a lungo per contenere l’inflazione), il dollaro può restare sostenuto e USD/CNH salire. Se la Fed segnala un percorso più morbido, lo yuan può rafforzarsi e USD/CNH scendere.

    Cosa segnala il Dollar Index?

    Il Dollar Index era a 98,59.

    Indica un dollaro sostenuto, aiutato da incertezza sui tassi USA e rischio geopolitico. Il movimento, però, non è ancora tale da annullare il recupero dello yuan visto quest’anno.

    Come si è mosso lo yuan questo mese?

    Lo yuan è in rialzo dell’1,0% contro il dollaro nel mese.

    Da inizio anno guadagna il 2,4%. È tra le valute asiatiche più solide, sostenuto dalla tenuta dell’export e dalla posizione relativa della Cina durante la crisi energetica legata alla guerra con l’Iran.

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