
Punti chiave
- XAU/USD (oro contro dollaro USA) ha scambiato a 4.392,01, in calo di 63,98 punti, pari a -1,4%, dopo un minimo di seduta a 4.366,34.
- L’oro spot (prezzo immediato, per consegna “oggi”) è sceso dell’1,5% a 4.388,76 $ l’oncia alle 07:40 GMT, dopo aver toccato i minimi dal 26 marzo.
- I futures sull’oro USA (contratti a termine) con consegna a giugno hanno perso l’1,4% a 4.386 $.
- Il petrolio è balzato di oltre il 3% dopo che i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato di aver colpito una base aerea USA in risposta a nuovi attacchi statunitensi.
L’oro è sceso ai minimi di due mesi giovedì: i nuovi attacchi USA contro l’Iran hanno rafforzato il dollaro, spinto in alto il petrolio e riacceso i timori di inflazione (aumento generale e persistente dei prezzi). XAU/USD ha scambiato a 4.392,01, in calo di 63,98 punti, pari a -1,4%, alle 05/28 11:08:16 GMT+3. Il massimo di seduta è stato 4.466,98, il minimo 4.366,34, l’apertura 4.457,39 e la chiusura 4.455,99.
L’oro spot (prezzo immediato) era in calo dell’1,5% a 4.388,76 $ l’oncia alle 07:40 GMT, dopo essere scivolato ai livelli più bassi dal 26 marzo. I futures sull’oro USA (contratti a termine) con consegna a giugno sono scesi dell’1,4% a 4.386 $. Il dollaro è salito ai massimi di una settimana, rendendo l’oro quotato in dollari più caro per chi compra con altre valute.
Il movimento mostra che l’oro resta tirato tra due forze: il rischio di guerra può aumentare la domanda di “bene rifugio” (asset comprato nei momenti di incertezza), ma per ora contano di più un dollaro forte e aspettative di tassi più alti.
Attacchi USA-Iran: tornano le pressioni sull’inflazione
La nuova pressione è arrivata dopo ulteriori attacchi delle forze armate USA in Iran. Un funzionario statunitense ha detto che l’operazione ha colpito un sito militare ritenuto una minaccia per le forze USA e per il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.
Gli attacchi sono arrivati poche ore dopo che Trump ha smentito un resoconto iraniano su un accordo per ripristinare la navigazione nel canale marittimo.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno poi dichiarato di aver colpito una base aerea USA in risposta. I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 3% dopo la reazione, riaccendendo i timori che l’energia possa alimentare di nuovo l’inflazione.
Questo è il nodo per l’oro. Un petrolio più caro aumenta i costi di trasporto, spedizione e produzione, e pesa sulle famiglie. L’oro spesso è visto come “copertura dall’inflazione” (strumento che tende a difendere il potere d’acquisto), ma se l’inflazione costringe le banche centrali a tenere i tassi alti più a lungo, l’oro—che non paga interessi—diventa meno attraente.
La Fed mantiene vivo il rischio di nuovi rialzi dei tassi
La governatrice della Federal Reserve Lisa Cook ha detto mercoledì che la banca centrale dovrebbe mantenere per ora stabili i tassi a breve termine (il costo del denaro fissato dalla Fed). Ha anche aggiunto che è pronta ad alzarli se necessario: dazi, guerra con l’Iran e più investimenti legati all’IA (intelligenza artificiale) potrebbero spingere i prezzi verso l’alto.
Il messaggio mantiene cauti gli operatori. Il mercato ora cerca segnali chiari di rallentamento dell’inflazione prima che l’oro possa stabilizzarsi. Il prossimo test è l’indice PCE USA (Personal Consumption Expenditures: misura dei prezzi pagati dai consumatori, molto seguita dalla Fed), in uscita più tardi.
Un PCE più debole potrebbe ridurre i timori di rialzi dei tassi e aiutare l’oro a fermare la discesa. Un dato più alto rafforzerebbe il dollaro, farebbe salire i rendimenti (tasso di interesse effettivo dei titoli) e manterrebbe pressione su XAU/USD.
Analisi tecnica
L’oro ha rotto di nuovo al ribasso, scivolando verso area 4.390: la spinta del dollaro e il calo della domanda da bene rifugio continuano a pesare sul metallo.
- Prezzo attuale: 4.392
- MA5: 4.486 (media mobile a 5 periodi: media dei prezzi recenti, usata per leggere la direzione di breve)
- MA10: 4.510 (media mobile a 10 periodi)
- MA20: 4.584 (media mobile a 20 periodi)

Il quadro tecnico è peggiorato: il prezzo è sotto le principali medie mobili di breve. MA5 e MA10 scendono, confermando una fase negativa dopo più tentativi falliti vicino alla resistenza (area in cui le vendite tendono a fermare i rialzi) in zona 4.600.
Un dollaro più forte e rendimenti dei Treasury (titoli di Stato USA) più stabili hanno pesato sull’oro, mentre un clima migliore sulle Borse ha ridotto gli acquisti difensivi.
Il primo supporto (area in cui gli acquisti tendono a fermare i ribassi) è vicino a 4.350, poi l’area dei minimi di marzo intorno a 4.100. Al rialzo, la resistenza si è spostata verso 4.500–4.550.
Finché l’oro non torna sopra la MA10 e non regge oltre la resistenza, la direzione di breve resta orientata verso il basso.
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Previsioni caute
L’oro potrebbe restare sotto pressione finché scambia sotto 4.510,65 e 4.584,29. Una rottura sotto 4.366,34 aprirebbe spazio a una discesa verso 4.098,79, soprattutto se il petrolio resta forte e il dollaro continua a salire.
Un recupero sopra 4.584,29 indicherebbe un ritorno degli acquirenti e potrebbe riportare in vista 4.848,65. Per uno scenario rialzista più solido servono tre condizioni: tensioni USA-Iran in calo, petrolio che annulla l’ultimo balzo del 3% e PCE più debole, così da ridurre il rischio di un nuovo rialzo dei tassi Fed.
Domande dei trader
Perché oggi l’oro scende?
L’oro scende perché i nuovi attacchi USA contro l’Iran hanno rafforzato il dollaro, spinto in alto il petrolio e aumentato i timori di inflazione. XAU/USD ha scambiato a 4.392,01, in calo di 63,98 punti, pari a -1,4%.
Qual è il prezzo dell’oro oggi?
Il prezzo dell’oro oggi è 4.392,01 su XAU/USD (oro contro dollaro). Il massimo di seduta è stato 4.466,98, il minimo 4.366,34, l’apertura 4.457,39 e la chiusura precedente 4.455,99.
Perché l’oro ha toccato un minimo di due mesi?
L’oro ha toccato un minimo di due mesi perché il dollaro è salito ai massimi di una settimana con il ritorno delle tensioni USA-Iran. L’oro spot è sceso dell’1,5% a 4.388,76 $ l’oncia alle 07:40 GMT, dopo i minimi dal 26 marzo.
Come influiscono le tensioni USA-Iran sul prezzo dell’oro?
Le tensioni USA-Iran incidono tramite dollaro, petrolio e aspettative sui prezzi. I nuovi attacchi in Iran hanno aumentato il rischio di energia più cara, che può spingere le banche centrali a tenere i tassi alti più a lungo.
Perché un dollaro più forte è negativo per l’oro?
Un dollaro più forte può penalizzare l’oro perché l’oro è quotato in dollari. Se il dollaro sale, l’oro costa di più per chi compra con altre valute e la domanda può ridursi.