Nikkei in calo mentre il rischio Iran frena il rally record

    by VT Markets
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    May 11, 2026

    Punti chiave

    • Il Nikkei 225 ha scambiato a 62.603,15, in calo di 1.201,69 punti (-1,88%), dopo aver toccato un massimo di seduta a 63.789,15.
    • Il Nikkei 225 ha chiuso a 62.417,88 (-0,5%) dopo essere salito in precedenza fino a 63.385,04.
    • Il Topix è salito dello 0,3% a 3.840,93: indica sostegno più ampio al mercato rispetto al Nikkei, più esposto alle notizie geopolitiche.
    • Konami +10,25%, Japan Tobacco +6,85%, Ajinomoto +9,3%, Sony +8,3%, mentre Nintendo -8,44%.

    Il Nikkei 225 del Giappone ha segnato un massimo storico a inizio giornata di lunedì, poi ha girato al ribasso: i rischi in Medio Oriente hanno pesato più dei buoni risultati societari e dell’ottimismo sulla tecnologia. L’indice Nikkei 225 ha chiuso a 62.417,88 (-0,5%) dopo essere salito fino a 63.385,04. Il più ampio Topix, meno sensibile agli scossoni geopolitici, è salito dello 0,3% a 3.840,93.

    Il movimento segnala che il mercato continua a puntare sugli utili delle società giapponesi, ma diventa più prudente vicino ai massimi.

    Venerdì Wall Street ha toccato nuovi record, trainata da titoli legati all’intelligenza artificiale (IA), cioè software e chip usati per addestrare ed eseguire modelli di IA, come Nvidia e SanDisk. Questo clima positivo è arrivato anche a Tokyo. Kioxia, produttore di chip (semiconduttori: componenti elettronici alla base di computer e data center), è salita del 3,26% lunedì dopo il +22% della scorsa settimana.

    Il nodo è che il rischio geopolitico è tornato centrale nelle decisioni di investimento. Il presidente USA Donald Trump ha respinto la risposta dell’Iran a una proposta di pace, riducendo le speranze di una fine rapida del conflitto che ha spinto verso l’alto i costi dell’energia. Trump ha definito l’offerta dell’Iran “TOTALMENTE INACCETTABILE”, mentre il Brent (petrolio di riferimento globale) è salito: gli operatori hanno prezzato nuove tensioni nello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo chiave per le esportazioni di petrolio.

    IA e utili sostengono ancora le azioni giapponesi

    La tenuta degli utili (profitti) resta sufficiente a evitare vendite diffuse. Konami Group è balzata del 10,25% e Japan Tobacco ha guadagnato il 6,85% dopo conti solidi pubblicati venerdì sera. Ajinomoto è salita del 9,3% e Sony dell’8,3%.

    Sul Nikkei i titoli in rialzo sono stati più di quelli in calo: 132 contro 89. Questo dato indica “ampiezza” del mercato: la discesa è dipesa soprattutto da pochi grandi titoli che pesano molto sull’indice, non da un’uscita generale dalle azioni giapponesi.

    L’aumento degli investimenti in impianti e macchinari (capex, cioè spesa in beni durevoli per crescere) nei settori legati all’IA e le attese di domanda robusta restano un supporto. Questo collega il Giappone al ciclo globale dell’IA tramite semiconduttori, infrastrutture per data center (centri che ospitano server), elettronica e automazione industriale.

    Scenario prudente: gli acquisti legati agli utili potrebbero tornare sulle correzioni, soprattutto per società con esposizione chiara all’IA o con “potere di prezzo” (capacità di aumentare i prezzi senza perdere troppi clienti). Tuttavia l’indice potrebbe faticare a segnare nuovi massimi se il petrolio risale e peggiora il clima dei consumatori nel mondo.

    Il rischio Medio Oriente pesa sulla fiducia

    Il conflitto in Medio Oriente è la minaccia principale per il rialzo. Prezzi energetici più alti penalizzano il Giappone, che importa gran parte dei combustibili. Un forte aumento del petrolio può alzare i costi di produzione, ridurre la spesa delle famiglie e comprimere i margini (profitto rispetto a vendite).

    Secondo AP, il petrolio è salito di oltre il 3% dopo il rifiuto di Trump alla risposta dell’Iran su una proposta di cessate il fuoco: Brent a 104,89 dollari al barile e WTI (greggio di riferimento USA) a 99,15. Il report ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz è rimasto in gran parte chiuso e il blocco navale USA è rimasto in vigore.

    Per il Giappone è rilevante perché un petrolio più caro può indebolire la fiducia di consumatori e imprese su cui si regge l’ottimismo sugli utili. Inoltre complica le prospettive della Bank of Japan (BoJ, banca centrale). Se l’inflazione resta elevata per via dell’energia, il mercato può “prezzare” (cioè incorporare nelle quotazioni) una minore pazienza della banca centrale.

    Il sentiment dei consumatori USA aggiunge un segnale di rischio

    Il Nikkei ha risentito anche di dati deboli sui consumatori USA. I prezzi della benzina hanno spinto il sentiment dei consumatori (indicatore che misura fiducia e propensione alla spesa) a un minimo record a inizio maggio, alimentando il timore che lo shock del petrolio stia colpendo le famiglie.

    Questo conta perché gli esportatori giapponesi dipendono da una domanda globale solida. Se i consumi USA rallentano, gli investimenti in IA potrebbero non bastare a proteggere tutto il mercato. I titoli tecnologici e legati ai chip possono reggere, mentre settori ciclici (più sensibili all’economia) e legati ai consumi possono diventare più vulnerabili.

    Nintendo conferma che la pressione resta selettiva sui singoli titoli. Il titolo è sceso dell’8,44% dopo l’aumento dei prezzi della console Switch 2. Il messaggio per i titoli “consumer” è chiaro: costi più alti possono obbligare le aziende a rialzare i prezzi, ma gli investitori possono penalizzarle se la domanda appare a rischio.

    Analisi tecnica

    Il Nikkei 225 ha corretto con forza dai nuovi massimi vicino all’area 64.000, e ora scambia intorno a 62.603 dopo un netto rifiuto intraday (cioè un tentativo di salita respinto nella stessa seduta). Nonostante la candela rossa ampia (segnale grafico di forte calo giornaliero), il trend generale resta positivo: i prezzi rimangono sopra le medie mobili di medio periodo in crescita.

    Il rally recente è stato molto rapido. Da inizio aprile il Nikkei è salito da sotto 52.000 a oltre 63.000 in poco più di un mese, rendendo il mercato esposto a prese di profitto (vendite per incassare guadagni) e a stanchezza di breve. Il calo attuale appare più una pausa del momentum (la spinta dei prezzi) che un’inversione di trend confermata.

    Dal punto di vista tecnico, la struttura resta favorevole:

    • MA5: 62.247 (media mobile a 5 giorni: media dei prezzi degli ultimi 5 giorni)
    • MA10: 60.725 (media mobile a 10 giorni)
    • MA20: 60.019 (media mobile a 20 giorni)

    Le medie mobili sono ancora “in ordine” al rialzo: quelle di breve stanno sopra la 20 giorni. Di norma indica un trend sottostante solido, anche se aumenta la volatilità (oscillazioni dei prezzi).

    Livelli chiave da monitorare:

    • Supporto immediato: 62.200 → 60.700 (supporto: area in cui spesso tornano gli acquisti)
    • Supporto principale: area psicologica 60.000 (livello “tondo” che spesso attira ordini)
    • Resistenza: 63.800 → 65.000 (resistenza: area in cui spesso aumentano le vendite)

    L’area 62.200–62.000 è rilevante perché coincide con la media a 5 giorni in salita e con la zona di “breakout” della scorsa settimana (rottura al rialzo di un’area che poi può diventare supporto). Se i compratori difendono questa fascia, l’indice può tentare un nuovo allungo verso i massimi recenti.

    Se invece le vendite accelerano sotto 60.700, il Nikkei può entrare in una correzione più profonda verso 60.000, dove la media a 20 giorni potrebbe diventare il prossimo supporto.

    Lo scenario macro resta favorevole alle azioni giapponesi: yen più debole negli ultimi mesi (aiuta gli esportatori), domanda di semiconduttori sostenuta dall’IA e afflussi esteri (ingressi di capitali da investitori stranieri) sul mercato giapponese. Il grafico continua a mostrare forza nei settori legati all’export e nei titoli collegati ai chip.

    Tuttavia, l’ampiezza del rialzo recente suggerisce volatilità ancora alta. I mercati difficilmente salgono in linea retta: la candela attuale indica che molti operatori stanno consolidando i guadagni vicino ai massimi.

    Per ora il Nikkei mantiene un’impostazione rialzista di medio periodo, ma la spinta di breve sta rallentando dopo il breakout di aprile.

    Implicazioni di mercato

    La correzione del Nikkei non cancella il quadro positivo, ma mostra quanto i massimi siano sensibili agli shock energetici. Investimenti in IA, utili solidi e ampiezza del mercato restano elementi di supporto. Il fatto che il Topix sia salito dello 0,3% mentre il Nikkei è sceso dello 0,5% indica domanda ancora presente sulle azioni giapponesi più “domestiche” e sul mercato nel suo insieme.

    Il rischio è che l’inflazione spinta dal petrolio inizi a mettere in discussione la tenuta degli utili. Se l’energia resta cara e la fiducia dei consumatori USA resta debole, gli investitori potrebbero selezionare di più. Le società legate alle infrastrutture per l’IA possono continuare a fare meglio del mercato, mentre i titoli più esposti ai consumi e ai costi di importazione potrebbero soffrire.

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