NVIDIA sale mentre la domanda di IA supera le aspettative

    by VT Markets
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    May 21, 2026

    Punti chiave

    • NVIDIA ha scambiato a 223,38, in rialzo di 1,96 (+0,89%), dopo un massimo di seduta a 225,87.
    • I ricavi sono aumentati dell’85% a 81,62 miliardi di dollari, mentre l’utile rettificato (cioè calcolato escludendo voci straordinarie per rendere i dati più confrontabili) è stato di 1,87 dollari per azione.
    • I ricavi dei data center (in pratica: vendita di chip e sistemi per i grandi centri di calcolo) sono balzati del 92% a 75,25 miliardi di dollari, trainati da clienti hyperscale e ACIE.
    • NVIDIA ha approvato un buyback (riacquisto di azioni proprie) da 80 miliardi di dollari e ha alzato il dividendo trimestrale a 0,25 dollari per azione da 0,01.

    NVIDIA ha pubblicato un altro trimestre solido, ma molti risultati erano già attesi da Wall Street. Il titolo scambiava a 223,38, in rialzo di 1,96 (+0,89%), alle 05/20 22:59:58 GMT+3. Il massimo di seduta è stato 225,87, il minimo 220,49, apertura 222,61 e chiusura 221,42.

    I ricavi sono saliti dell’85% a 81,62 miliardi di dollari, mentre l’utile rettificato è stato di 1,87 dollari per azione. Gli analisti si attendevano 78,86 miliardi di ricavi e 1,76 dollari per azione. Secondo AP, i ricavi hanno superato anche la stima di 78,91 miliardi. La società ha inoltre indicato ricavi per il trimestre in corso intorno a 91 miliardi, sopra le attese di 87,29 miliardi: una guidance, cioè una previsione ufficiale fornita dal management.

    Il superamento delle stime non ha però innescato un rimbalzo netto. Le azioni NVIDIA sono scese di oltre l’1% nel dopo Borsa (contrattazioni dopo la chiusura del mercato) e nelle ore successive, con NVDA a un certo punto a -1,2%. Gli operatori cercavano conferme che la domanda legata all’IA resti forte, e si aspettavano un margine migliore rispetto alle attese.

    La crescita dei data center resta il motore

    Il segmento data center resta il perno di NVIDIA. I ricavi sono balzati del 92% a 75,25 miliardi di dollari, sopra le attese, chiarendo da dove arriva la domanda per l’IA.

    NVIDIA ha diviso il segmento tra clienti hyperscale (grandi operatori cloud con infrastrutture enormi) e clienti ACIE, cioè AI Clouds, Industrial, Enterprise: società cloud più piccole e operatori IA, clienti industriali e aziende tradizionali. I ricavi da server per hyperscaler sono cresciuti del 115% su base annua (confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente) e del 12% su base sequenziale (confronto con il trimestre precedente) a 37,87 miliardi. I ricavi ACIE sono saliti del 74% annuo e del 31% sequenziale a 37,38 miliardi.

    Questa ripartizione cambia la lettura del mercato. NVIDIA non dipende più solo da Amazon, Microsoft e Alphabet. La domanda si sta allargando a operatori cloud più piccoli, aziende che gestiscono servizi IA, clienti industriali e imprese. La crescita ACIE, più rapida nel confronto trimestrale, indica che gli investimenti in infrastrutture IA si stanno diffondendo oltre i grandi colossi del cloud.

    La CPU Vera apre una nuova linea di crescita

    NVIDIA sta entrando più a fondo nel mercato delle CPU (il “processore centrale” che esegue le istruzioni generali del sistema, diverso dalle GPU che sono più adatte ai calcoli paralleli tipici dell’IA). La direttrice finanziaria Colette Kress ha detto che la CPU Vera apre un mercato potenziale di 200 miliardi di dollari e che la società vede quasi 20 miliardi di ricavi complessivi da CPU quest’anno.

    La CPU Vera, presentata al GTC 2026 dentro la piattaforma di IA Vera Rubin, è un processore basato su architettura Arm (un tipo di design del chip noto per efficienza energetica, usato anche nei server). È pensata per carichi di lavoro di IA e dei data center. Questo porta NVIDIA a competere più direttamente con Intel e AMD nel mercato delle CPU per server.

    La reazione del mercato ha mostrato quanto rapidamente l’effetto possa estendersi al settore dei chip. Intel e AMD hanno perso lo 0,7% nella sessione notturna prima di giovedì. ARM è salita di quasi il 3%, mentre NVIDIA era a -1,2%.

    Vera amplia anche il total addressable market (TAM, cioè il valore massimo del mercato potenzialmente raggiungibile) oltre le GPU (chip grafici, oggi fondamentali per addestrare e far funzionare modelli di IA). Jensen Huang ha indicato spazio oltre la precedente visibilità di ricavi da 1.000 miliardi di dollari, citando: una quota maggiore dei carichi di lavoro dei modelli di IA più avanzati, vendite dirette della CPU Vera, e l’adozione di sistemi specializzati LPX (configurazioni hardware ottimizzate per prestazioni). Huang aveva stimato 1.000 miliardi di vendite dai chip IA Blackwell e Rubin tra 2025 e 2027.

    Domanda IA più ampia, ma contano offerta e Cina

    La tesi sull’IA resta solida. Le Big Tech dovrebbero investire oltre 700 miliardi di dollari nell’IA quest’anno, dai circa 400 miliardi del 2025. Questa spesa sostiene chip, sistemi e vendite legate ai data center di NVIDIA.

    Resta però visibile il fronte dei rischi. Gli impegni di fornitura (ordini e contratti che vincolano capacità produttiva futura) sono saliti da 50,3 miliardi a 95,2 miliardi tra gli ultimi due trimestri dell’ultimo anno fiscale.

    Finora l’azienda ha evitato il peggio della carenza di chip di memoria, ma il mercato monitora se capacità dei data center, costi della memoria, packaging (assemblaggio avanzato del chip) e costi di aumento della produzione della piattaforma Rubin possano comprimere i margini più avanti nell’anno.

    La Cina resta un fattore di incertezza. NVIDIA non ha ancora venduto lì i chip H200, mentre Pechino spinge alternative locali. Il recente viaggio di Huang insieme al presidente Donald Trump ha alimentato speranze di progressi, ma servono dettagli sulle regole prima che il mercato sconti (cioè incorpori nei prezzi) una ripresa in Cina.

    Ritorni agli azionisti come sostegno

    NVIDIA ha aggiunto un elemento di sostegno legato ai ritorni per gli azionisti. La società ha indicato 30 miliardi di dollari di accordi sul cloud computing, in aumento rispetto ai 27 miliardi del trimestre precedente.

    Ha inoltre aumentato il dividendo trimestrale in contanti a 0,25 dollari per azione da 0,01 e ha approvato un buyback da 80 miliardi. Secondo AP, queste misure hanno attenuato la delusione per la reazione contenuta del titolo.

    Gli investitori retail (piccoli risparmiatori) sono rimasti schierati sul titolo. Su Stocktwits il sentiment su NVDA è salito nella fascia molto rialzista, con volume di messaggi molto elevato. Dopo mesi più deboli, il titolo ha guadagnato nell’ultimo mese ed è ora a +19% da inizio anno.

    Il rischio macro può limitare il rialzo

    I conti di NVIDIA sono arrivati in un contesto di rendimenti obbligazionari in aumento e rischio inflazione legato al petrolio. I listini globali sono scesi a inizio settimana quando il rendimento del Treasury USA a 30 anni è salito al massimo dal 2007, mentre il tema IA veniva messo alla prova dai risultati di NVIDIA.

    Anche il petrolio resta un punto sensibile. Il Brent è salito di 81 centesimi (+0,77%) a 105,83 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato 97 centesimi (+0,99%) a 99,23, tra incertezza sulla guerra con l’Iran e calo delle scorte che mantiene alta la preoccupazione per l’offerta.

    Un petrolio più alto può alimentare l’inflazione, far salire i rendimenti e ridurre lo spazio di valutazione per i titoli growth (società attese in forte crescita). NVIDIA può ancora salire grazie alla capacità di generare utili, ma serve che la domanda IA continui a compensare l’effetto di tassi, energia e rischio Cina.

    Analisi tecnica

    NVIDIA scambia intorno a 223,38, in consolidamento (fase laterale) dopo un forte breakout (rottura di una resistenza) che ha spinto il titolo verso nuovi massimi vicino a 236,49. Il trend resta impostato al rialzo, anche se la spinta si sta raffreddando dopo la salita iniziata dal minimo di aprile vicino a 164,24.

    Dal punto di vista tecnico, NVIDIA mantiene una struttura rialzista:

    • MA5: 225,79
    • MA10: 222,28
    • MA20: 213,52

    Il prezzo resta sopra le medie mobili a 10 e 20 giorni, confermando che i compratori controllano il trend di medio periodo. Il titolo è però sceso leggermente sotto la media a 5 giorni, segnale di pausa nel breve dopo l’ultimo allungo. Le medie mobili (MA) sono valori medi dei prezzi degli ultimi giorni: servono a leggere direzione e forza del trend.

    Il rialzo da inizio aprile è stato molto ripido: NVIDIA è salita di quasi il 36% in poco più di un mese. Movimenti così spesso portano a fasi di raffreddamento, quando gli operatori incassano profitti e i fondi che seguono il momentum ribilanciano le posizioni.

    Livelli chiave da monitorare:

    • Supporto immediato: 222,00 → 213,50 (area in cui il prezzo tende a trovare acquisti)
    • Supporto principale: 200,00
    • Resistenza: 236,50 (area in cui il prezzo tende a trovare vendite)
    • Zona di breakout principale: 242,00 → 250,00

    Il massimo a 236,50 è ora il primo “tetto”. I compratori hanno provato a superarlo ma la spinta si è indebolita, con diverse candele dal corpo piccolo e piccoli arretramenti vicino alla resistenza: un segnale di indecisione più che di inversione ribassista.

    La struttura complessiva somiglia a un consolidamento rialzista, non a una fase di distribuzione (vendite graduali da parte di investitori forti). La media mobile a 20 giorni continua a salire e il prezzo resta ben sopra l’area di rottura di aprile.

    Dal lato fondamentale, NVIDIA beneficia della domanda di infrastrutture per l’IA, della spesa degli hyperscaler e dell’espansione dei data center. Il mercato resta concentrato sulla domanda di GPU, sugli investimenti pubblici in IA (progetti “sovrani”) e sulla leadership nelle attività di training (addestramento dei modelli di IA).

    I volumi sono rimasti elevati durante il rialzo, segnale di partecipazione degli investitori istituzionali. L’ultimo arretramento non mostra ancora volumi tipici di vendite in panico.

    Se NVIDIA si stabilizza sopra l’area 222–223, i compratori potrebbero riprovare verso 236,50 e poi 242–250. Una discesa sotto la media a 20 giorni vicino a 213,50 indebolirebbe la spinta di breve e aprirebbe spazio a un ritracciamento verso 200.

    Per ora, NVIDIA resta in un trend rialzista di medio periodo, ma sembra entrare in una fase di assestamento dopo una salita molto tirata.

    Previsione prudente

    NVIDIA mantiene un’impostazione costruttiva finché resta sopra 220,49 e 213,52. Un recupero sopra 225,87 favorirebbe un nuovo tentativo verso 236,49, soprattutto se il mercato si concentrerà sulla crescita del data center (+92%), sulla visibilità di 20 miliardi di ricavi da CPU e sul buyback da 80 miliardi.

    Una rottura sotto 213,52 renderebbe il quadro più debole e suggerirebbe che il superamento delle stime non basta a sostenere la valutazione attuale. Lo scenario migliore richiede tre condizioni: domanda data center ampia su clienti hyperscale e ACIE, indicazioni sulla CPU Vera che rafforzino la fiducia nella prossima fase di crescita, e minore pressione macro da petrolio, rendimenti e rischio politico sulla Cina.

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