AUD/JPY rimbalza, salendo dello 0,38% a 111,62, mentre il tono restrittivo della RBA di Bullock sostiene l’australiano in un contesto di avversione al rischio

    by VT Markets
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    Mar 4, 2026
    AUD/JPY si è ripreso dalle perdite precedenti ed è salito di circa lo 0,38% martedì, nonostante l’avversione al rischio legata all’aumento delle tensioni in Medio Oriente. Il movimento è seguito a commenti “falchi” (cioè favorevoli a tassi più alti per frenare l’inflazione) della governatrice della RBA, Bullock, con la coppia scambiata a 111,62 al momento della stesura. Il quadro tecnico resta positivo, con il prezzo che mette alla prova la linea superiore di un canale crescente in vista di 112,00. L’RSI (Indice di Forza Relativa, un indicatore che misura la spinta dei prezzi) resta in area positiva, anche se non ha superato il picco precedente: questo segnala una possibile pausa prima di un nuovo rialzo.

    Livelli chiave di resistenza

    La prima resistenza è il massimo da inizio anno a 111,70. Sopra, i livelli successivi sono 112,00 e 112,82, calcolati da 111,70 più un valore di Average True Range (ATR, cioè la volatilità media del prezzo) pari a 112. I principali fattori che muovono l’AUD includono i tassi della RBA, il prezzo del minerale di ferro, l’andamento economico della Cina, inflazione, crescita, bilancia commerciale e il clima generale di rischio. La RBA mira a un’inflazione del 2–3% e può anche usare “quantitative easing” o “quantitative tightening” (acquisti o vendite di titoli da parte della banca centrale per aumentare o ridurre la liquidità e influenzare i tassi). Il minerale di ferro è la principale esportazione australiana, per un valore di 118 miliardi di dollari l’anno secondo i dati 2021, con la Cina come destinazione principale. Anche i movimenti della bilancia commerciale possono influenzare la valuta, perché cambiano la domanda legata a esportazioni e importazioni. L’attuale forza di AUD/JPY è guidata da una chiara differenza nelle politiche delle banche centrali. La Reserve Bank of Australia (RBA) mantiene un tono favorevole a ulteriori rialzi dei tassi, mentre la Bank of Japan (BoJ) resta cauta nel rendere più rigida la propria politica. Questo aumento del differenziale dei tassi (cioè la distanza tra i tassi dei due Paesi) rende più interessante detenere il dollaro australiano contro lo yen nelle operazioni di “carry trade” (strategie che puntano a incassare la differenza dei tassi finanziandosi in una valuta a tassi bassi e investendo in una valuta a tassi più alti).

    Prospettive sulla divergenza di politica monetaria

    I dati recenti rafforzano questa lettura: il rapporto CPI (Indice dei Prezzi al Consumo, cioè l’inflazione) di gennaio 2026 in Australia ha mostrato un’inflazione ostinata al 3,8%, sorprendendo molti e aumentando le attese di un nuovo rialzo dei tassi RBA quest’anno. Questo è molto diverso dal 2025, quando si discuteva del momento dei tagli. Ora il mercato sconta un periodo prolungato di tassi più alti in Australia. Questa divergenza è accentuata dal Giappone, dove la BoJ continua a segnalare prudenza, rimandando una normalizzazione significativa della politica nonostante modeste pressioni sui prezzi. Il divario di politica tra i due Paesi è ora al massimo da metà 2025, alimentando il rialzo della coppia. Per i trader, posizioni long sui futures (contratti che fissano oggi un prezzo per comprare o vendere in futuro) sono un modo semplice per beneficiare del “swap” positivo (l’interesse giornaliero legato alla differenza dei tassi tra le due valute). Sul fronte dei fondamentali, il dollaro australiano riceve supporto anche dai prezzi delle materie prime e dal principale partner commerciale. I prezzi del minerale di ferro si sono stabilizzati vicino a 135 dollari a tonnellata, sostenuti da dati sulla produzione industriale cinese migliori del previsto dopo le festività del Capodanno Lunare di febbraio 2026. Questo miglioramento indica che la domanda di risorse australiane potrebbe restare solida. Dato il forte trend rialzista, comprare opzioni call (contratti che danno il diritto di comprare a un prezzo prefissato) è una strategia prudente per le prossime settimane. Consente di partecipare a ulteriori rialzi verso 115,00, definendo il rischio massimo al premio pagato (il costo dell’opzione). Cercare call con scadenza ad aprile o maggio 2026 può dare tempo al trend di svilupparsi. Tuttavia, indicatori di spinta come l’RSI mostrano che la coppia si avvicina a condizioni di ipercomprato (prezzi saliti troppo rapidamente), come durante il rialzo di fine 2025. Questo suggerisce che è possibile un ritracciamento temporaneo prima di un nuovo allungo. Per questo, usare eventuali cali di breve per entrare long o comprare call può essere un punto d’ingresso più efficace. Per gestire il rischio, i trader possono anche valutare l’acquisto di opzioni put (contratti che danno il diritto di vendere a un prezzo prefissato) come copertura contro un’inversione improvvisa del sentiment. Se la coppia scende sotto il supporto ben definito del canale crescente, queste put offrirebbero protezione. Questo crea un approccio più bilanciato per sfruttare la spinta rialzista e restare pronti alla volatilità.

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