La svolta di Starbucks affronta una prova sui margini

    by VT Markets
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    Apr 30, 2026

    Punti chiave

    • Il titolo SBUX torna sotto i riflettori dopo che Starbucks ha battuto le attese nel 2° trimestre dell’esercizio 2026 (FY26) e ha alzato le previsioni per l’intero anno.
    • Il piano di rilancio “Back to Starbucks” sta migliorando affluenza, vendite e rapporto con i clienti, soprattutto negli Stati Uniti.
    • Il nodo resta la redditività: più spesa per il personale, rincari del caffè, dazi e un mix di prodotti meno favorevole pesano sui profitti.
    • La prossima fase per SBUX dipende dalla capacità di trasformare vendite più forti in una crescita più solida degli utili.

    SBUX rimbalza: il rilancio prende forma

    Il titolo SBUX è tornato nel mirino degli investitori dopo un aggiornamento trimestrale tipico delle storie di rilancio: vendite in aumento, più clienti nei negozi, previsioni alzate e segnali chiari di ritorno della domanda.

    Per mesi la domanda su Starbucks è stata semplice: il piano di rilancio di Brian Niccol sarebbe passato dalle slide ai risultati? L’ultimo trimestre suggerisce di sì, almeno per ora.

    Starbucks ha registrato nel 2° trimestre FY26 una crescita del 6,2% delle vendite a parità di negozi (comparable store sales) a livello globale, sopra le attese di mercato intorno al 3,7%. Le vendite (ricavi) sono salite del 9% a 9,5 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione rettificato (EPS adjusted) è stato 0,50 dollari, oltre le stime di circa 0,43. La società ha anche migliorato l’outlook (cioè le previsioni ufficiali) per il FY26: ora si attende una crescita delle vendite a parità di negozi globale e negli USA del 5% o più, con un EPS rettificato tra 2,25 e 2,45 dollari.

    Fonte: Starbucks

    È un quadro migliore rispetto a quello che il mercato aveva prima della trimestrale. Negli ultimi due anni Starbucks ha sofferto per il calo dell’affluenza, problemi operativi, incertezza sulla Cina e dubbi sulla forza del marchio nel consumo quotidiano. Questi risultati non cancellano i problemi, ma danno al mercato dati più concreti su cui basarsi.

    Per chi segue il titolo SBUX, il tema non è più se esista un “rilancio”. Esiste. La vera domanda è se il mercato abbia già incorporato troppo ottimismo prima che migliori la redditività.

    L’affluenza negli USA è il segnale più chiaro

    La parte più solida dell’aggiornamento arriva dagli Stati Uniti. Le vendite a parità di negozi in Nord America sono cresciute del 7,1%, sostenute da un numero maggiore di transazioni (scontrini, cioè acquisti effettuati) e da un coinvolgimento più alto dei clienti. È un punto chiave: un rilancio basato solo su aumenti di prezzo è fragile; un rilancio basato sul ritorno dei clienti nei punti vendita è più credibile.

    Con il piano “Back to Starbucks”, l’azienda ha puntato su maggiore rapidità, più personale, servizio più uniforme e migliore esperienza in negozio. Reuters ha riportato che le visite dei consumatori sono aumentate del 5,9% e che circa l’80% dei negozi ha rispettato gli standard di servizio (obiettivi misurabili, come tempi e qualità). Il segnale è che Starbucks non sta solo vendendo di più, ma sta anche riducendo gli attriti che avevano danneggiato il marchio nei trimestri precedenti.

    Per SBUX, la metrica da seguire è l’affluenza. Più clienti possono sostenere i ricavi, rafforzare la fiducia nel marchio e dare tempo per ricostruire i margini. Se la crescita delle transazioni continua, il mercato potrebbe accettare più facilmente la spesa extra su personale e operazioni.

    Il rischio è l’aumento rapido delle aspettative. Quando un titolo passa dal dubbio alla fiducia, ogni trimestre diventa un esame. Starbucks ha mostrato che i clienti possono tornare; ora deve dimostrare che la spinta può durare.

    La prova dei margini resta

    Lo scenario per SBUX è migliorato, ma la redditività resta complessa.

    Il margine operativo (quota di profitto generata dalla gestione ordinaria, prima di interessi e imposte) in Nord America è sceso al 9,9% dall’11,6% di un anno prima. Secondo quanto riportato da Reuters, Starbucks attribuisce il calo a più spesa per il personale legata al rilancio, cambiamenti nel mix di prodotti (più vendite di articoli meno redditizi), dazi e prezzi del caffè elevati. L’aumento delle vendite ha aiutato a diluire i costi, ma non abbastanza.

    Questo lascia gli investitori davanti a un punto noto: l’azienda sta spendendo per aggiustare il business, e può essere necessario. Più personale può ridurre i tempi di attesa, migliorare il servizio e sostenere la crescita delle transazioni. Ma il mercato, prima o poi, vuole vedere che queste spese si trasformano in utili.

    Qui il titolo può diventare più instabile. Se le vendite continueranno a sorprendere ma i margini resteranno sotto pressione, il mercato potrebbe premiare comunque il rilancio, ma con meno convinzione. Se crescita delle vendite e recupero dei margini arriveranno insieme, la valutazione sarà più facile da sostenere.

    I prossimi trimestri chiariranno se Starbucks sta comprando crescita sacrificando i profitti, oppure se sta preparando un ciclo di utili più solido.

    La Cina ha ancora bisogno di un reset più netto

    In Cina le catene locali hanno cambiato la concorrenza. Luckin, Cotti, Lucky Cup e altri operatori spingono su prezzi più bassi, negozi più piccoli, ordini via app e una rapida espansione. Per molti consumatori giovani, il caffè diventa un acquisto quotidiano “conveniente”, più che una spesa premium legata allo stile di vita.

    Gli analisti segnalano anche che, per espandersi all’estero, i marchi cinesi non possono contare solo sui prezzi: contano di più qualità, adattamento ai gusti locali ed esperienza. Per Starbucks la sfida è doppia: difendere l’immagine premium in Cina e competere in un mercato dove velocità e prezzo pesano di più.

    L’ultimo trimestre mostra qualche miglioramento, ma non una ripresa “pulita”. Il business internazionale ha beneficiato della leva operativa (più vendite che assorbono meglio i costi fissi) e di effetti contabili legati a asset in Cina classificati come destinati alla vendita (tenuti in bilancio in modo diverso perché l’azienda prevede di cederli). Ma la domanda in Cina va ancora monitorata.

    Per SBUX, la Cina conta perché influenza la valutazione di lungo periodo. Una ripresa forte negli USA può sostenere il sentiment nel breve, ma una Cina stabile renderebbe più credibile la crescita globale. Se la Cina resta debole, il mercato potrebbe valutare Starbucks più come un titolo difensivo USA, meno come un’azienda globale in crescita costante.

    Questo non smonta la tesi del rilancio. Significa che serviranno più prove prima di assegnare una valutazione più alta.

    Perché SBUX potrebbe restare interessante

    SBUX potrebbe restare un titolo molto seguito perché la trimestrale offre argomenti sia agli ottimisti sia ai più prudenti.

    La tesi positiva è lineare: Starbucks torna a crescere, l’affluenza migliora, le previsioni salgono e il riassetto operativo sembra in anticipo. Barron’s ha osservato che il trimestre segna la prima crescita degli utili su base annua dal Q4 2023, un passaggio importante nel racconto della ripresa.

    La tesi prudente è altrettanto chiara: il titolo ha già reagito alle buone notizie, la valutazione non è più “a sconto” e la pressione sui margini rende meno leggibile il percorso degli utili. Un trimestre forte nelle vendite aiuta, ma non risolve il punto centrale: Starbucks riuscirà a difendere i profitti mentre paga di più il personale, assorbe costi delle materie prime e affronta più concorrenza sulla spesa quotidiana?

    Questo equilibrio rende SBUX più un’operazione selettiva di recupero che un classico titolo “value” (cioè a basso prezzo rispetto ai fondamentali). Il rilancio è più credibile, ma il ponte verso margini migliori va ancora costruito.

    Cosa monitorare nei prossimi trimestri

    Chi opera sul titolo dovrebbe concentrarsi su tre segnali.

    Primo, la crescita delle transazioni negli USA (numero di acquisti). Se i clienti continuano a tornare, il rilancio continua.

    Secondo, il margine operativo in Nord America. Starbucks deve dimostrare che vendite migliori portano anche più profitto.

    Terzo, gli aggiornamenti sulla Cina. Una Cina più stabile rafforza la crescita di lungo periodo; una nuova fase debole può limitare l’aumento di valutazione.

    SBUX ha guadagnato una narrativa migliore, ma ora il mercato chiede prove più nette. Le vendite sono ripartite; il prossimo test è la qualità degli utili.

    Domande dei trader

    Perché SBUX si muove dopo la trimestrale?

    Perché Starbucks ha comunicato risultati del 2° trimestre FY26 superiori alle attese: vendite a parità di negozi più alte, ricavi in crescita, EPS rettificato migliore del previsto e previsioni annuali alzate.

    Il rilancio di Starbucks sta funzionando?

    I primi segnali indicano di sì: più affluenza negli USA, ritorno alla crescita delle vendite a parità di negozi e miglioramento degli standard di servizio. La prossima verifica è la ricostruzione dei margini continuando a investire nei negozi.

    Qual è il rischio principale per SBUX?

    La pressione sui margini: Starbucks spende di più per il personale e la gestione, mentre affronta costi del caffè più alti, impatto dei dazi e un mix di prodotti meno redditizio. Se i margini non migliorano, il recupero del titolo può rallentare.

    Quanto conta la Cina per Starbucks?

    Conta perché influisce sulla crescita di lungo periodo e quindi sulla valutazione. Una ripresa più forte in Cina può sostenere multipli più alti; domanda debole e concorrenza locale più aggressiva possono ridurre il potenziale rialzo.

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