
La settimana si apre con un tono diverso sui mercati. Quello che era stato un andamento costante e familiare, basato sui differenziali di rendimento, si è fratturato alla fine della scorsa settimana, ricordando agli operatori che i trend valutari possono cambiare rapidamente quando interviene la politica monetaria.
Un controllo dei tassi condotto dalla Federal Reserve di New York, sotto la direzione del Tesoro degli Stati Uniti, ha scatenato una forte reazione.
Lo yen ha registrato il suo più grande rialzo giornaliero nei confronti del dollaro da agosto, facendo crollare drasticamente l’USDJPY e iniettando nuovamente incertezza in un mercato che era cresciuto favorevolmente in una direzione.
Stati Uniti e Giappone segnalano un intervento mentre la volatilità dello yen aumenta
Il segnale di intervento non è arrivato isolato. La pressione sullo yen è aumentata da ottobre, spinta da una svolta fiscale aggressiva in Giappone.
L’impegno del primo ministro Sanae Takaichi di rinunciare all’imposta sulle vendite di generi alimentari per due anni, allo scopo di assicurarsi il sostegno in vista delle elezioni anticipate dell’8 febbraio, ha accelerato le preoccupazioni degli investitori in merito ai prestiti governativi.
Questa preoccupazione si è manifestata rapidamente sui mercati obbligazionari. Il rendimento del titolo di Stato giapponese a 10 anni, il benchmark, è salito al 2,25% dall’1,6% quando Takaichi è entrato in carica.
Poiché la Banca del Giappone è stata lenta ad aumentare i tassi in risposta a ciò, il crescente divario di rendimento ha indebolito lo yen e incoraggiato vendite persistenti.
Da parte degli Stati Uniti, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha collegato direttamente la volatilità dei mercati americani agli sviluppi in Giappone.
L’aumento dei rendimenti giapponesi esercita una pressione al rialzo sui rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, complicando gli sforzi per contenere i costi di finanziamento. I rendimenti dei titoli decennali statunitensi hanno già raggiunto il 4,31%, aumentando la sensibilità di azioni e attività rischiose.
A differenza delle amministrazioni passate, l’attuale leadership del Tesoro statunitense ha dimostrato la volontà di agire direttamente sui mercati valutari.
Il controllo dei tassi è servito da avvertimento. I mercati stanno ora valutando se le autorità debbano andare oltre i segnali o tentare di stabilizzare il sentiment solo a parole.
Simboli chiave da tenere d’occhio
USDJPY | USDX | XAUUSD | SP500| BitcoinUSD
Prossimi eventi
| Data | Valuta | Evento | Previsione | Precedente | Osservazioni dell’analista |
| 29 gennaio | Dollaro statunitense | Dichiarazione del FOMC | 3,75% | 3,75% | Il tono della politica monetaria resta fondamentale nonostante la volatilità dei rendimenti. |
| 30 gennaio | Dollaro statunitense | PPI m/m | 0,20% | 0,20% | Il gasdotto dell’inflazione al centro dell’attenzione. |
Per una panoramica completa dei prossimi eventi economici, consulta il calendario economico di VT Markets.
Movimenti chiave della settimana
USDJPY

- L’USDJPY ha trovato supporto a 154,15 dopo la forte svendita
- Se il prezzo si consolida, la coppia potrebbe testare 153,35
- Un ulteriore ribasso manterrebbe il rischio politico saldamente prezzato nella coppia
Indice del dollaro statunitense (USDX)

- L’USDX continua a scendere dall’area 98,70 e ha superato 96,804
- Se si forma un consolidamento, resta possibile un ulteriore ribasso verso 95,819
- Una debolezza sostenuta sosterrebbe le principali valute
Oro (XAUUSD)

- L’oro ha superato quota 5000 dopo la mossa della scorsa settimana
- Nessuna impostazione commerciale immediata fino alla formazione di un nuovo modello
- L’elevata volatilità dei cambi continua a sostenere la domanda a lungo termine
S&P 500 (SP500)

- L’indice ha incontrato la resistenza a 6950 prima di scendere sotto 6890
- Da allora il prezzo si è stabilizzato e sta tornando a salire
- Una rottura sopra 6940 sarebbe da monitorare attentamente per il follow-through
Conclusione
Lo yen si è trasformato da un asset orientato al rendimento a un asset rischioso per le politiche monetarie, e questo cambiamento si sta riflettendo su valute, obbligazioni e azioni. L’aumento dei rendimenti giapponesi e il loro riverbero sui titoli del Tesoro statunitensi mantengono elevata la volatilità, mentre l’USDJPY rimane il barometro più chiaro per valutare se le autorità siano pronte a dare seguito ai segnali di intervento.
Poiché i mercati obbligazionari fungono da principale canale di trasmissione, è probabile che questa settimana gli operatori saranno reattivi, osservando attentamente l’andamento dei prezzi anziché affidarsi esclusivamente ai dati macroeconomici.
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