
Panoramica
- La Fed dovrebbe lasciare i tassi tra il 3,50% e il 3,75%, ma il “dot plot” (grafico che raccoglie le previsioni dei singoli membri della Fed sui tassi futuri) può cambiare le aspettative su USDX, oro, azioni e Bitcoin.
- L’inflazione CPI (indice dei prezzi al consumo) è al 3,8%, mentre il core CPI (inflazione “di fondo”, cioè senza energia e alimentari, più volatili) è al 2,8%: numeri che spingono la Fed a mantenere un tono deciso.
- Il petrolio resta cruciale per l’andamento dell’inflazione: i trader osservano se una riapertura dello Stretto di Hormuz (snodo chiave per i flussi di greggio) può riportare il crude verso 65-70 dollari.
- Livelli chiave: USDX 99,15 e 98,95; XAUUSD 4.330; USOil 76,778; SP500 7.560; BTCUSD 65.000-66.500.
Kevin Warsh affronta la sua prima riunione della Federal Reserve da presidente con poco margine per apparire accomodante. Warsh ha giurato il 22 maggio come 17° presidente della Fed, ma eredita un incarico sotto pressione su più fronti.
Il CPI è al 3,8%, il livello più alto da maggio 2023 e oltre il doppio dell’obiettivo Fed del 2%. Il core CPI è al 2,8%, mentre il Brent è rimasto sopra 90 dollari per quattro mesi. Questo mantiene il rischio inflazione al centro del mandato della Fed (l’obiettivo di stabilità dei prezzi e sostegno all’economia).
La riunione FOMC di aprile ha mostrato anche un comitato diviso. Quattro membri hanno dissentito (cioè non hanno votato come la maggioranza), il risultato più frammentato in 34 anni. Tre si sono opposti persino a un’“inclinazione” verso tagli futuri (segnale che potrebbe arrivare meno restrizione), mentre uno ha votato per tagliare subito. Warsh quindi entra in una Fed spaccata sulle scelte di politica monetaria (gestione dei tassi e della liquidità per influenzare economia e inflazione).
Il mercato obbligazionario si è già mosso. Il rendimento del Treasury trentennale è sopra il 5%, mentre il decennale scambia oltre il 4,5%. I trader stanno già valutando uno scenario “tassi alti più a lungo” prima che la Fed cambi formalmente posizione.
Tassi fermi: scenario quasi certo
La decisione sui tassi appare chiara. Il CME FedWatch (indicatore che stima le probabilità delle mosse Fed usando i futures sui tassi) prezza una probabilità del 97,4% di tassi invariati tra 3,50% e 3,75% il 17 giugno. Il mercato non vede un consenso reale né per un taglio né per un rialzo in questa riunione.
La vera domanda è oltre la decisione. I trader vogliono capire se per la Fed basta restare ferma, oppure se intende preparare il mercato a un rialzo futuro.
Entro dicembre 2026 il mercato attribuisce una probabilità del 42,3% a un passaggio dei tassi al 3,75%-4,00%. In pratica, almeno un rialzo entro fine anno è ormai una possibilità concreta. A inizio 2027 lo scenario prevalente si sposta ancora di più verso tassi più alti.
Non è un mercato da tagli dei tassi. È un mercato che verifica se la Fed riconoscerà che la pressione inflazionistica ha cambiato il percorso atteso.
Il dot plot diventa il punto centrale
La riunione di giugno porta il primo dot plot dell’era Warsh. Tre aspetti possono guidare la settimana.
Primo: da monitorare se qualche punto del 2026 sale sopra l’attuale fascia 3,50%-3,75%. Ad aprile nessuna previsione indicava tassi sopra la fascia attuale. Anche uno o due “dot” più aggressivi (segnale di membri favorevoli a tassi più alti) rafforzerebbero l’idea che l’ipotesi di ulteriore stretta non è più solo teorica.
Secondo: la mediana del 2026 (il valore centrale delle previsioni) conta più del solito. Se la mediana si sposta al 3,75%-4,00%, i mercati potrebbero ricalcolare rapidamente le prospettive per il dollaro, oro e azioni.
Terzo: la mediana del 2027 può indicare se i decisori vedono tassi elevati anche oltre quest’anno. Una mediana vicino a 3,75%-4,00% implicherebbe nessun taglio nel 2026 e un rischio di rialzi nel 2027.
Warsh in passato ha criticato il dot plot come strumento di comunicazione, perché può dare una falsa impressione di precisione su un futuro incerto. Tuttavia eliminarlo o sospenderlo alla prima riunione potrebbe scuotere i mercati. Più probabile: lo mantiene a giugno e poi segnala graduali cambiamenti nel modo in cui la Fed comunica.
Politica, inflazione e bond: spinte in direzioni opposte
La Casa Bianca vorrebbe tassi più bassi, ma i dati sull’inflazione lasciano poco spazio a un tono “dovish” (cioè più favorevole a tagli). CPI al 3,8%, core CPI al 2,8%, PPI (indice dei prezzi alla produzione, misura la pressione sui costi a monte) al livello più alto dal 2022, occupazione di maggio a 172.000 e Brent sopra 90 dollari riducono le possibilità di una svolta rapida.
Da gennaio, i principali dati hanno rafforzato l’idea di tassi più alti più a lungo. Se Warsh apparisse troppo morbido sull’inflazione, i rendimenti potrebbero salire perché i trader chiederebbero un premio maggiore per il rischio inflazione (extra rendimento richiesto per proteggersi dall’aumento dei prezzi). Questo renderebbe più costose le condizioni di finanziamento anche senza una mossa ufficiale della Fed.
Il petrolio aggiunge complessità. Se lo Stretto di Hormuz riapre e il petrolio scende verso 65-70 dollari, il “premio” inflazionistico legato al rischio guerra potrebbe ridursi. L’inflazione di fondo potrebbe allora raffreddarsi verso il 2,5% in due-tre trimestri. A quel punto, potrebbe tornare anche la pressione politica per tagli dei tassi.
Per ora, la Fed ha più margine per restare rigida. Warsh può lasciare i tassi fermi senza andare contro i dati, ma questo vantaggio potrebbe ridursi se l’energia cala e l’inflazione scende nella seconda parte dell’anno.
Le banche si allontanano dallo scenario tagli
Il consenso di Wall Street è cambiato nettamente. A inizio 2026 le grandi istituzioni si aspettavano due o tre tagli entro dicembre. Sei mesi dopo, molte sono passate a tassi fermi o persino a un rialzo futuro.
Goldman Sachs ora prevede tassi fermi per tutto il 2026, con un rialzo possibile. JPMorgan vede tassi fermi nel 2026 e un rialzo nel 2027. BNP Paribas si aspetta tre rialzi da dicembre 2026. Morgan Stanley vede tassi fermi nel 2026 e un taglio a fine 2027. Rabobank contempla tassi fermi o rialzo, anche con più rialzi possibili.
Citigroup resta l’eccezione, con tre tagli nel 2026 e ulteriore allentamento dopo. Questa divergenza mostra quanto il mercato si sia allontanato dalla narrazione dei tagli che dominava a inizio anno.
Scenario base per mercoledì
Lo scenario più probabile è tassi fermi con tono aggressivo.

Scenario A (55%): tassi fermi con tono aggressivo. La Fed non cambia i tassi, toglie l’orientamento verso tagli (meno apertura a riduzioni), mostra “dot” che indicano rialzi e Warsh sottolinea indipendenza. Questo quadro tenderebbe a sostenere dollaro USA e rendimenti dei Treasury, penalizzando oro, Bitcoin, SP500 ed EURUSD.
Scenario B (40%): tassi fermi neutrale. Comunicato equilibrato, dot plot con poche variazioni e Warsh evita segnali forti. Probabile mercato laterale (prezzi che oscillano in un intervallo) in attesa dei prossimi dati su inflazione e lavoro.
Scenario C (5%): sorpresa accomodante. Warsh accenna a tagli futuri o minimizza il rischio inflazione. Questo indebolirebbe probabilmente il dollaro, sosterrebbe l’oro, spingerebbe Bitcoin e azioni e farebbe scendere i rendimenti dei Treasury.
Simboli chiave da monitorare
USDX | XAUUSD | USOil | SP500 | BTCUSD
Eventi in arrivo
| Data | Valuta | Evento | Stima | Precedente | Commento analisti |
| 16 Giu | JPY | Tasso BOJ (tasso ufficiale della Banca del Giappone) | 1,00% | 0,75% | Un rialzo sosterrebbe lo JPY e aumenterebbe l’attenzione su USDJPY vicino a 160,716. |
| 16 Giu | AUD | Conferenza stampa RBA (Banca centrale australiana) | N/D | N/D | Da seguire le indicazioni sulla gestione futura dei tassi e AUDUSD vicino a 0,70776. |
| 17 Giu | GBP | CPI a/a (inflazione annua) | 3,00% | 2,80% | Un dato più alto potrebbe sostenere la GBP prima del riepilogo di politica monetaria. |
| 18 Giu | USD | Conferenza stampa FOMC | N/D | N/D | Dot plot e tono di Warsh dovrebbero muovere USDX, XAUUSD e SP500. |
| 18 Giu | GBP | Riepilogo di politica monetaria | N/D | N/D | Da monitorare segnali sulla gestione futura dei tassi e la reazione di GBPUSD vicino a 1,3465. |
Movimenti chiave della settimana
USDX

- USDX è sceso la scorsa settimana, portando 99,15 in primo piano come primo supporto (area in cui i prezzi spesso trovano acquisti) da monitorare.
- Tassi fermi con tono aggressivo potrebbero aiutare USDX a stabilizzarsi, mentre un messaggio neutrale potrebbe mantenere pressione su 99,15 e 98,95.
- Da seguire prima 99,15, poi 98,95. Un rimbalzo più solido richiederebbe “dot” più aggressivi o rendimenti dei Treasury in aumento.
XAUUSD (Oro)

- L’oro è salito dopo una fase di consolidamento (movimento laterale) vicino a 4.260, con gli acquirenti che ora guardano 4.330.
- Un linguaggio più aggressivo della Fed potrebbe limitare il rimbalzo, mentre rendimenti più bassi e un dollaro più debole potrebbero estendere la salita.
- 4.330 è il test rialzista chiave. Un mancato superamento potrebbe riportare i prezzi verso 4.260.
USOil

- USOil ha aperto in gap ribassista (apertura direttamente più bassa rispetto alla chiusura precedente) dopo titoli su un possibile accordo USA-Iran e ha rotto 81,92.
- Se i prezzi si stabilizzano sotto 81,92, il prossimo livello di ribasso è 76,778.
- La solidità dell’accordo e i tempi di un’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz possono pesare più dei soli dati sulla domanda.
SP500

- SP500 ha aperto in gap sopra l’area 7.450 dopo sviluppi positivi sul fronte USA-Iran.
- Una Fed neutrale potrebbe favorire un test di 7.560, mentre “dot” più aggressivi potrebbero peggiorare l’appetito per il rischio (propensione a comprare asset più volatili).
- 7.560 è il livello che può sbloccare ulteriore rialzo. Un ritorno sotto 7.450 indebolirebbe il movimento di sollievo.
BTCUSD

- Bitcoin è rimbalzato dall’area dei minimi recenti e si muove verso la resistenza (area in cui spesso emergono vendite) 65.000-66.500.
- Rendimenti più alti e un dollaro più forte possono limitare l’ascesa, mentre un messaggio Fed più morbido potrebbe sostenere acquisti di recupero.
- Da monitorare 65.000 e 66.500. Se tornano i venditori, 58.700 e 54.000 sono i prossimi livelli di ribasso.
In sintesi
La settimana dipende dalla prima conferenza stampa FOMC di Warsh, dal dot plot e da come il mercato valuterà il percorso dei tassi oltre giugno. Lo scenario base resta tassi fermi con tono aggressivo: tassi invariati, ma Fed intenzionata a frenare le attese di tagli rapidi. CPI al 3,8%, core CPI al 2,8%, Brent sopra 90 dollari e rendimenti dei Treasury a lunga scadenza oltre il 5% spingono Warsh a rimanere duro. Se lo Stretto di Hormuz riapre e il petrolio scende verso 65-70 dollari, le prospettive d’inflazione potrebbero migliorare più avanti, ma la Fed vorrà conferme nei dati prima di cambiare tono. USDX, XAUUSD, USOil, SP500 e BTCUSD reagiranno soprattutto a dot plot, rendimenti e notizie sull’energia, prima che la liquidità USA diminuisca per la festività bancaria (meno scambi, movimenti potenzialmente più bruschi).
Domande frequenti
Qual è il focus principale dei mercati questa settimana?
Il focus è la prima riunione FOMC di Kevin Warsh da presidente della Federal Reserve. I trader si aspettano tassi fermi tra 3,50% e 3,75%, ma dot plot e conferenza stampa possono orientare le aspettative per il resto del 2026.
Perché il dot plot è importante questa settimana?
Il dot plot indica se i membri della Fed vedono tassi più alti in futuro. Se la mediana 2026 o 2027 si sposta verso 3,75%-4,00%, il mercato potrebbe scontare (cioè incorporare nei prezzi) un dollaro più forte, rendimenti più alti e maggiore pressione su azioni, oro e Bitcoin.
La Fed può alzare i tassi nel 2026?
Il mercato prezza una probabilità del 42,3% di un passaggio al 3,75%-4,00% entro dicembre 2026. Il rialzo non è ancora lo scenario principale, ma è diventato un rischio realistico se l’inflazione resta elevata e il petrolio rimane caro.
Come può muoversi USDX dopo la prima conferenza stampa di Warsh?
Un tono aggressivo potrebbe sostenere USDX, soprattutto se Warsh segnala pazienza sui tagli e mantiene l’attenzione sull’inflazione. I trader guardano prima 99,15, poi 98,95 se le vendite continuano.
Cosa dovrebbero monitorare i trader dell’oro questa settimana?
L’oro è rimbalzato da 4.260, con 4.330 come prossimo livello chiave al rialzo. Una Fed aggressiva e un dollaro più forte potrebbero limitare i guadagni, mentre rendimenti più bassi potrebbero favorire un’estensione del rimbalzo.